L'angolo di Key

Chiama il 1522. Il coraggio di dire NO.

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L’angolo di Key , blog e rubrica, ama dare spazio all’intraprendenza, alla grinta e alle storie tutte al femminile.

No violenza donne
In questa settimana in cui cade la GIORNATA INTERAZIONALE  CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE,  il 25 NOVEMBRE, non si può non parlare di uno dei mali più atroci di questa società, ovvero la violenza di genere, perpetrata contro le donne.

Lo abbiamo fatto qualche settimana fa sul blog, oggi lo vogliamo fare anche qui, attraverso questa rubrica. Se ne deve parlare, sempre. Dobbiamo ricordare ogni giorno le vittime di violenza, aiutando coloro che possono ancora salvarsi.

Lo facciamo con il contributo di una brava e competente criminologa marchigiana,  la Dott.ssa Margherita Carlini.  Per la precisione, è psicologa clinica specializzata in criminologia,  responsabile dello Sportello Anti Stalking di Ancona. Giovane professionista ma già con un CV importante.  La vediamo spesso ospite in programmi tv che si occupano di stretta attualità.  Tra i casi da lei seguiti , quello dell’uccisione di  Melania Rea che ancora oggi fa parlare, discutere, divide sulla posizione di Salvatore Parolisi, ex marito della vittima. Purtroppo omicidi,barbarie, stalking,  femminicidi non sono fatti isolati.

Carlini

Anche in queste ultime ore la cronaca parla di violenza verso le donne. Delitti in famiglia. Uomini che si accaniscono sulle loro mogli, sulle loro compagne. Padri che accoltellano la proprie figlie. Tragedie familiari. Chi ci dorme accanto?

Cosa scatta nella mente dell’uomo?
MC:
  La violenza di genere (tutte quelle forme di violenza che vengono esercitate nei confronti di una donna in quanto tale) fonda le proprio radici nella cultura del nostro Paese, che ha voluto  ed esercita tuttora un dislivello tra uomo e donna, disparità che ostacola l’emancipazione femminile e la  possibilità di ottenere parità dei diritti con gli uomini. Questa cultura è ricca di stereotipi di genere, di ruoli  che per secoli hanno visto la donna come “angelo del focolare” e l’uomo come detentore di forza e di potere. Questi rigidi stereotipi si ritrovano nelle dinamiche omicidiarie tipiche del femminicidio. Gli uomini che uccidono le loro partner hanno fatto della violenza una scelta comportamentale, sono uomini che hanno bisogno di “possedere” una donna come se fosse un oggetto, incapaci di riconoscere nell’altra una persona. In quest’ottica, io dispongo della vita e della morte di un “oggetto”che mi appartiene, tanto più se questo ad un certo punto decide di sfuggire al mio controllo, di sottrarsi alla mie angherie. Non c’è follia alla base, è davvero solo una questione di cultura.

Possiamo parlare anche di “fenomeno di emulazione”?
MC: 
Per quanto detto prima, credo poco che l’emulazione incrementi il numero delle donne uccise nel nostro Paese. La violenza di genere è sempre esistita, semplicemente negli ultimi anni si sta facendo più sensibilizzazione, il che facilita l’emersione del fenomeno. Niente di nuovo insomma, solo più consapevolezza e più possibilità di chiedere aiuto. Non molto tempo fa la violenza domestica era una questione privata (tra moglie e marito non mettere il dito), ora iniziamo a smuovere le coscienze. Tutto questo però ancora non corrisponde con una reale messa in sicurezza delle donne, nonostante le nuove leggi. Ancora oggi una donna che si espone, magari denunciando, è potenzialmente ancora più a rischio (più del 70% delle vittime di femminicidio del 2014 avevano denunciato almeno una volta per stalking quello che sarebbe poi diventato il loro carnefice). Questo dimostra che la legge non basta, è necessario strutturare un piano di sicurezza specifico per ogni singolo caso, che veda il coinvolgimento di professionalità differenti ed altamente formate. Inoltre bisogna lavorare sulla cultura, sradicare gli stereotipi a partire da noi stessi, dall’educazione dei più piccoli, fino ad arrivare alla diffusione dell’educazione affettiva tra i ragazzi.

Carlini 2

E’ stata una delle prime esperte a dichiarare che il “raptus non esiste”. In che senso?
MC:
 Mi piacerebbe assumere la maternità di questa affermazione, ma in realtà la fonte è ben più autorevole. In occasione della 20° sessione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, che si è tenuta nel 2012 a Ginevra, la relatrice Speciale sulle violenze di genere, Rashida Manjoo, ha presentato il Rapporto sulla situazione in Italia ed il Rapporto tematico sul femminicidio. In quell’occasione ha affermato che “Il femminicidio è l’estrema conseguenza delle forme di violenza esistenti contro le donne. Non si tratta di episodi isolati che accadono all’improvviso, inaspettati, ma rappresentano piuttosto l’ultimo atto di un continuum di violenza”. Recependo questa definizione, non si può davvero più parlare di raptus e l’esperienza quotidiana con queste donne ce lo conferma; nessuna morte è per noi inaspettata, sono tutte morti annunciate. Inoltre tendiamo a sottolineare l’importanza dei fattori di rischio, di quei comportamenti che possono fungere da campanelli di allarme, che possono dirci che la situazione può diventare più pericolosa, con la presenza di aggressioni violente o di comportamenti che manifestano una tendenza al controllo eccessivo.

Lei è responsabile dello sportello Anti Stalking di Ancona.  I Centri Antiviolenza, istituiti dal 2009 , sono in grado di fornire un aiuto concreto e un supporto psicologico alle vittime di reato.  Insieme alle forze dell’ordine, a i presidi sanitari. Il numero della salvezza è il 1522. Quanti casi raccogliete?
MC:
 Nel 2013 abbiamo accolto 126 donne. Al momento siamo intorno alle 120  accolte quest’anno. I nostri dati sono significativamente diversi rispetto a quelli raccolti dai presidi ospedalieri, dalle procure o dalle FFOO; questo probabilmente indica che le donne si sentono più tranquille a rivolgersi a noi, anche perché il Centro Anti Violenza non ha l’obbligo di segnalazione. Noi ci attiviamo se la persona in difficioltàce lo chiede e nel modo in cui lei preferisce, in base al suo bisogno.

Dal 2008 nella Regione Marche esiste un Centro Anti Violenza per ogni Provincia. Eccoli con le relative coordinate:

– Provincia di ANCONA “Associazione Donne e Giustizia”  – 800032810 / 071205376

– Provincia di ASCOLI PICENO e FERMO  “Percorsi Donna”– 800215809

– Provincia di MACERATA “Associazione S.O.S. Donna”   07331990133

– Provincia di PESARO – URBINO  “Parla con noi” – 0721639014

Ricordiamo che il
1522
è il numero nazionale  gratuito
antiviolenza e antistalking

Cosa fare in caso di violenza o se ci si accorge che l’uomo che dice di amarci potrebbe diventare un pericolo per la nostra vita?
MC:
 La cosa più importante è parlarne con qualcuno. Molto spesso le donne sopportano per anni nella speranza che l’uomo cambi  atteggiamento. Purtroppo questo non avviene mai, non senza l’aiuto di professionisti. Rompere il silenzio è sempre il primo passo.

Secondo lei come andremo a finire?
MC: 
La mia speranza e quella di chi come me opera nei Centri Antiviolenza è di chiudere i battenti nel giro di pochi anni, questo significherebbe essere riusciti a debellare la violenza di genere. Ma siamo consapevoli del fatto che difficilmente sarà così. Da mamma, prima ancora che da professionista, confido nei nostri figli e soprattutto nella nostra capacità di educarli al rispetto dell’altro.

Chiama il 1522 , prendi il coraggio di dire NO.

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