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Piu di un anno fá un gioco su nssmag.com titolato Fashion or Porn (lo trovi qui) ci poneva davanti alla sottilissima linea che divideva le campagne pubblicitarie di noti brand da scene di film hard. Devo ammettere che il mio punteggio fu misero.

…e credo che con il tempo io sia arrivata alla conclusione che quella linea sottile in fondo sia inesistente, la Firma apposta su qualsiasi forma d’Arte la rende accettabile o meno dal pubblico.

Ci sono artisti famosissimi e non faccio nomi, che creano installazioni basate sulla nuditá , sull’oscenitá dei costumi, sulla treasgressione dei canoni, acclamati dalla folla, che nel 99% dei casi non ne capisce il senso ma che segue una massa che ostenta il piacere di osservare il “nuovo bello d’Autore” , non vorrei entrare troppo nella questione anche perché verrebbe furori la mia parte di Artista stufa di personaggi che devono sconvolgere i canoni pur di far parlare di se. e si badi bene a me le regole non sono mai piaciute, ma credo che le stesse performance fatte da anonimi avrebbero portato alla loro denuncia.

Cosa che succede anche nel meraviglioso libero mondo dei Social. Mi sfogai giá tempo fa sulla questione con un mio post su #imnotafashionblog (link qui) ma con il tempo le cose non sono cambiate , vedo lavori di amici Artisti essere censurati e medesimi,simili e sulla stessa scia , non solo lasciati li ma degni di articoli e fama.

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( In foto collage di www.ecidstore.com , BESSNYC4 su Instagram e Tiziano Demuro)

Detto questo, proprio ieri la mia collega VcomeVagina nel suo articolo “Censura si… Censura no…” (puoi leggerlo qui) portava alla luce lo stesso problema.

E quindi la mia rubrica piú NonSense di Gushmag poteva mai non occuparsene?

Io come sempre piú delle parole vi lascio le immagini. a voi le conclusioni.

Buon Mercoledi.

Collage Credits photo di Elena Atzori e #imnotafashionblog on Istagram

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