Il Bitter più sensuale che ci sia

presentazione CampariNell’appuntamento della settimana scorsa ci siamo lasciati con un interrogativo:
Quali sono le reali differenze tra Aperol e Campari?

Bene eccoci qui a tener fede al nostro intento.

La storia del Campari inizia nel 1860 in un bar di Novara al “Caffè dell’Amicizia” di Gaspare Campari che diverrà poi “Il Caffè Campari”.

Nel retro bottega di Gaspare era allestito un laboratorio dove ebbero natali le bevande che di li a poco lo avrebbero reso famoso, Campari Bitter e il Cordiale.

Dopo la sua morte nel 1882, la moglie portò avanti l’attività fino a consegnarla poi nelle mani del figlio Davide, che nel 1919, ceduti i locali di famiglia (Il Caffè Campari e il Camparino), si concentrò sulla produzione di Campari e Cordial, dando il via definitivo al business che tutti ormai conosciamo.

Oggi come allora, il Campari è un Bitter (termine preso a prestito dal tedesco che significa “amaro”) perché infuso con erbe amaricanti, piante aromatiche, frutta, miscelato ad alcol e acqua e la ricetta, manco a dirlo, è rimasta invariata negli anni.

Le vere differenze che distinguono il veneto Aperol dal piemontese Campari sono dunque, il gusto (dolce per il primo, ben più amaro il secondo), il grado alcolico (11 gradi per Aperol 25 per Campari), il colore (arancione inteso per uno, rosso rubino per l’altro) e la capacità di abbinarsi ad un alto numero di cocktails per l’aperitivo arancione contro la più stretta cerchia di amici di cui il bitter nel tempo si è circondato.

Cocktail CampariPrimo fra tutti il Negroni, fatto con Vermouth rosso, Campari bitter, Vodka, poi il Manhattan Rum con Rum scuro, Vermouth, Succo di limone, Bitter campari, Zucchero e l’Americano con Martini Rosso, Bitter Campari, Soda… Solo per citarne alcuni.

Nei 155 anni di storia del gruppo Campari, c’è un particolare che ha sempre accompagnato il Bitter nel tempo e cioè, l’accostamento del suo gusto dolce/amaro, al carattere del suo target di riferimento e di riflesso all’immagine che ne consegue.

La sua natura decisa è da sempre accostata ad un’immagine di eleganza e passione, il suo colore rosso è il simbolo che nelle campagne pubblicitarie che non manca e non deve mancare mai.

La pubblicità, fin da subito è stata accostata ad opere d’arte e ad artisti del momento come Dudovich e Depero negli anni ’20 e ’30, negli anni ’50 fecero la prima apparizione attori popolari del tempo come l’elegante David Niven (Humphrey Bogart) e Nino Manfredi.

Poi torna l’arte con Crepax negli anni ’60 e negli anni ’80 ritornano gli attori con Kelly Le Brock (La Signora in Rosso) fino al sodalizio con il cinema e i registi di spot pubblicitari per la televisione, ad alcune tematiche socialmente rivoluzionarie per gli ultimi anni del ‘900 e i primi del 2000 come, il fare Outing per i gay.

Tutto questo e molto altro lo potrete trovare nella “Galleria Campari“, allestita appositamente per non perdere l’enorme valore storico culturale che questo gruppo ha contribuito a creare in un secolo e mezzo di storia.

Ma tornando a noi e ricapitolando giusto un poco, possiamo lasciarci affermando che: il gusto dolce in pochi gradi alcolici per un’immagine di freschezza, spensieratezza di gioia per la vita sono abbinate all’arancione intenso dell’Aperol mentre, la seduzione, la passione e i modi eleganti ma decisi, rappresentati artisticamente, si accostano al Campari con il suo grado alcolico più importante!

E voi… A quale aperitivo vi sentite più affini?!

Foto prese dalla rete

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