È tanto che non scrivo e per questo mi scuso.
Mi scuso con chi può essersi un po’ ritrovato in qualcosa che ho detto o raccontato. Mi scuso con i gushmagger e con chi crede in noi. Però fa parte di me anche questo: scrivo soltanto quando ne sento veramente il bisogno, quando ho realmente qualcosa da dire, quando vorrei urlare o scappare, oppure sono così felice da farlo sapere a tutto il mondo.
È un periodo un po’ turbolento, in cui mi perdo e mi ritrovo continuamente, in cui vedo miglioramenti e passi indietro, in cui mi sento forte e debole allo stesso tempo.
Mi trovo qui a scrivere perché mi sto accorgendo che cerchiamo troppo spesso di colmare le nostre lacune emotive circondandoci di persone che ci potrebbero essere complementari, cerchiamo in altri ciò che non abbiamo. Non ci preoccupiamo di migliorarci, ma lottiamo contro il cambiamento, per rimanere statici, per dare e darci una continua conferma della nostra identità e necessitare sempre più di quelle persone, per poi sentirci sempre più persi.
Ed io credo di essere tra queste persone.
I cambiamenti ci spaventano, ci destabilizzano e soprattutto ci costringono a rinnovarci continuamente, ridefinendoci, ma rappresentano anche la spinta alla vita.
Oggi mi è chiaro, lotto per non cambiare e per confermare a me stessa che certe cose non potrò mai farle, sbaglio.
Sbaglio perché il pensiero negativo è il nostro primo freno, ci arresta e non ci permette di migliorare. Non amo particolarmente il mio carattere, mi sento continuamente fuori posto e vorrei spesso essere da altre parti, per poi voler essere di nuovo nella mia zona comfort. Sono complicata, terribilmente complicata, ma ho chiaro in mente che voglio e posso migliorare.
Sopratutto sto capendo che più si sta da soli e più è difficile stare veramente bene con un’altra persona. Che, probabilmente, è vero che più si sta bene da soli e più si darà valore alla persona cui permetteremo di starci accanto, perché non sarà semplicemente uno strumento contro la solitudine, ma molto di più. Sarà scoperta continua, crescita continua, cambiamento continuo, sarà felicità e lotta, dolore e piacere allo stesso tempo. Così mi dico che non sono io quella sbagliata, che le mie difficoltà nel trovare interessanti gli altri non devono per forza essere dei limiti, perché mi spingo verso il di più, il non banale, il non scontato. Ma non è nemmeno colpa degli altri. Si tratta probabilmente di tempo, di fortuna, di bravura nel cogliere le occasioni e di farle volgere a nostro vantaggio. Si tratta di credere con tutti noi stessi in quello che cerchiamo e vogliamo, senza farsi scoraggiare, ma avendo ben chiara la meta e le difficoltà che ci potrebbero allontanare da essa.
Serve coraggio per essere se stessi e non mentirsi. Per capirsi e non nascondersi. Per non diventare copie banali e sterili di ciò che conviene.

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