Arte in pillole

Buono o Cattivo Governo? Questione aperta dal 1300

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Credete che l’arte medievale sia solo arte religiosa?

In parte vi sbagliate… certo, numericamente, le opere votive sono di più, eppure vi sono alcuni esempi di arte “profana” se così la si può definire!

Ci troviamo a Siena, nel Palazzo Pubblico all’interno di quella che è definita la sala dei Nove.

La sala prende questo nome perché qui, nel 1300 si riuniva il consiglio dei Nove, ovvero banchieri e grandi mercanti borghesi che avevano il potere esecutivo in città.

Attorno al 1337 questi illustri personaggi chiamano Ambrogio Lorenzetti (artista giottesco che col fratello Pietro operava a Siena in quel periodo) per affrescare le pareti della sala con un manifesto di propaganda politica del governo.

Ecco che Ambrogio si inventa le “Allegorie del Buono e del Cattivo Governo” con i rispettivi effetti per decorare tre delle quattro pareti.

Sotto ogni soggetto vi è scritta una lunga didascalia che spiega il significato di quanto dipinto.

La prima parete vede rappresentata l’Allegoria del Buon Governo:
Sapienza è sospesa sopra la Giustizia, a lei passa la bilancia e a sua volta la donna magistrale fa scendere due corde che la sottostante Concordia passa ai 24 vegliardi del Consiglio dei Nove, che in processione si dirigono verso il Governo Buono, ovvero l’Uomo su trono a destra con la veste dai colori bianchi e neri (i colori del governo di Siena).

Sopra di lui volano le tre virtù teologali (Fede, Sapienza, Carità) mentre ai suoi lati siedono le quattro virtù cardinali (Fortezza, Prudenza, Tempesta, Giustizia) assieme a Pace (la donna semi sdraiata serenamente ) e a Magnanimità.
Ai suoi piedi delle guardie tengono a bada dei prigionieri incatenati.

Tutto questo meccanismo è in assoluta armonia e perfezione, simboleggia perfettamente quello che dovrebbe essere il Buon Governo!

Alla destra dell’allegoria, un’intera parete è dedicata agli Effetti del Buon Governo:
Lorenzetti, per rappresentare questo soggetto fa una sorta di fotografia della realtà senese di quegli anni.
Tutto è tranquillo: ballerine danzano per le strade, le botteghe sono aperte, gli operai sono al lavoro.
In città e in campagna si vive bene e in Sicurezza, e proprio lei, personificata da una donna nuda vola sopra le terre di Siena con un cartiglio in mano che spiega: “Se il Governo mantiene la sicurezza si può vivere in pace”.

Nella parete opposta invece sono affiancati l’Allegoria e gli Effetti del Cattivo Governo.

È la parete che più si è deteriorata ma si riesce ancora a distinguere la rappresentazione che Lorenzetti voleva dare a questo soggetto.

La Tirannia dall’aspetto diabolico è seduta in trono e attorniata da sei vizi che si contrappongono alle virtù cardinali, mentre volano sopra la sua testa i tre vizi capitali (Avarizia, Superbia, Vanagloria).
Ai suoi piedi si trova la Giustizia che tiene in mano la bilancia spezzata mentre in città regna il disordine, tutto è deserto, si vedono delle scene di violenza e gli edifici crollano mentre in cielo aleggia il Timore.

Ogni riferimento è puramente casuale :)

(Immagini prese dal Web)

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