Non sono una tipa che ama le presentazioni da aspirante Miss Italia, posso solo dire tre cose: donna, terrona, da poco nella terra degli -enta. Già con questo potrebbe scoppiare una bomba, quindi fermiamoci qui.

E visto che non mi piace tanto parlare di me, prediligo parlare di ciò che mi circonda e per questa rubrica ho tutte queste buone intenzioni.

Perché “Dall’altra parte del vetro“… Almeno questa ve la devo. Frase con ‘sonorità’ anni ’80 che mi collega al mondo che amo di più e nella maniera più assoluta: la radio. Non la faccio (e ringraziamo il Dio sennò sanguinerebbero le orecchie a tutti) ma è un mondo che mi ha cresciuto come una mamma, coccolandomi quando nessuno era disposto a farlo. E poi mi ha sempre portato solo cose belle, quindi non ho nulla di cui lamentarmi.
Non stupitevi se occuperà una buona parte delle parole che condividerò qui su Gushmag, ma prometto che cercherò di essere il meno nerd possibile.

Ma la frase “Dall’altra parte del vetro” mi riconduce anche al modo di vivere che abbiamo noi popolo del 2k (ho scoperto da poco che significa duemila, quindi lo uso e faccio ancora la giovane per un po’). C’è sempre quel vetro che ci separa da tanti mondi che ci circondano, come quello della politica, dello sport, dello spettacolo e noi che non ci troviamo dall’altra parte ci siamo sempre sentiti forse un po’ piccoli e poco considerati, ma oggi grazie ai social ci sentiamo parte dell’altra parte che ci è sempre sembrata irraggiungibile. Sentiamo di avere un piccolo potere tra le mani. Commentiamo e condividiamo tutto in maniera così veloce, che ormai riusciamo ad avere voce in capitolo su qualsiasi cosa, anche se non ci compete.

Twitter e Facebook sono diventati i nostri uffici stampa. La tanto amata privacy ogni tanto va a farsi benedire. Se tanti anni fa quando si partiva in vacanza, si andava con l’anonimato, perché diciamoci la verità, l’ultimo pensiero era avere delle rotture di palle durante il meritato relax, adesso i nostri computer pullulano di foto di mare, tramonti e li capisci che dall’altra parte del vetro adesso ci stai tu. E sono gli altri ad avere voce in capitolo sulla tua vita. E ti rendi conto che alla fine siamo tutti dentro questo terribile tecnologico circolo vizioso, di cui però non possiamo fare a meno.

Abbiamo sempre bisogno di sentirci parte di qualcosa, forse anche per sentirci meno soli. Se prima avevamo il gruppo stile “I ragazzi del muretto”, adesso ci sono gli hashtag, che se fino a poco tempo fa li utilizzavamo insieme al 31 per fare le telefonate anonime con il cellulare, adesso sono diventati simbolo di una comunità. Prima se si guardava un programma trash alla tv, non lo si diceva a nessuno, ci si vergognava come matti, ora invece si guarda qualsiasi cosa pur di avere qualcosa da dire su Twitter anzi, per denigrare tutto ciò che non ci sembra politicamente corretto o anche semplicemente dignitoso (visto che ormai la dignità televisiva è una cosa rara).
Questa è la nostra dipendenza, questa è la nostra vita e bisogna viverla per conoscere al meglio ciò che ci circonda e spero che questa rubrica abbia vita lunga perché ci sono tante cose da raccontare.

Come biglietto da visita credo che non sia andata tanto male, non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento alla prossima!

 

Vuoi scrivere un commento?
Effettua la registrazione da questo link:

Registrati

MORE FROM LUCIA MELAS

ENTRA NELLA COMMUNITY