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Black Humor e Taffo Funeral Services – Intervista a Riccardo Pirrone

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Rilassate in pausa pranzo, una di noi controlla il suo feed di Facebook.
Lei è una Social Media Manager, la sento scoppiare a ridere.
Francesca, come per giustificarsi della sua ilarità, ci mostra sullo schermo l’artefice di questa magia.

vaccini taffo

“Ma è veramente un’agenzia di pompe funebri?”

“Sì, ma sono geniali! Metti like alla pagina!”

L’umorismo nero di Taffo Funeral Services mi ha travolto – sarà la parola giusta? – ed è entrato di diritto nella top 3 delle pagine di Facebook che leggo quando sono un po’ giù di corda.

Taffo è in grado di mescolare, sulla sua pagina social, diversi “modus operandi”:

  • Real time marketing

    real time mktng taffo - fantozzi

  • Gamification

    Cattura gamification

  • Marketing Sociale

    marketing sociale

Ma chi è l’uomo dietro l’ironia di Taffo?

L’ho intervistato in occasione della sua partecipazione come  speaker al Web Marketing Festival.

Lui è Riccardo Pirrone, CEO di KiRweb, agenzia romana nota per alcune simpatiche marachelle come la campagna Be Wrong e Licenzia un dipendente, assumi una web agency.

Il fare irriverente di Riccardo si mostra con una facilità disarmante, anche in un contesto didattico come il Web Marketing Festival: durante lo speech di Veronica Gentili, trolla nel nome di Taffo facendo scoppiare a ridere la platea.

L’avevo detto che sarei stato cattivissimo al #wmf17 – Incursione #troll per #taffo allo speech di #VeronicaGentili – Consigli su come diminuire il ciclo di vita del cliente ???

Pubblicato da Riccardo Kir Pirrone su Venerdì 23 giugno 2017

Chi sei in 100 lettere.

Più o meno sono così:

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La vita quotidiana di un social media manager: ti struggi cercando ispirazione o semplicemente le idee arrivano stile lampi di genio?

La cosa che faccio maggiormente è adattare le notizie, i meme, i video, i post, i commenti che sento o che vedo al tone of voice delle varie pagine che gestiamo. Le idee non mi arrivano mai dall’alto, parto sempre da una frase già fatta, da uno stupido brainstorming in ufficio o da un dialogo con amici dove spariamo delle cavolate, ma che con un po’ di lavoro diventano idee.

Dai miei calcoli devi essere entrato come Social Media Manager di Taffo intorno al Natale 2016. Il grado di irriverenza dell’azienda su Facebook era già percepibile prima, testimone di un’azienda che si occupa di servizi molto particolari ma aperta all’innovazione. Come vi siete incontrati e come avete strutturato il piano editoriale ed il tono di voce da utilizzare?

Mi ha chiamato direttamente Alessandro Taffo perché ero uscito su molti giornali per aver creato il primo comparatori di funerali online: LASTELLO – sì, sono fissato con la morte! Ma giuro amo la vita. Il piano editoriale viene fatto mese per mese e io puntualmente lo distruggo e non lo seguo.

Dici che, tra gli altri, lo scopo della gestione social di Taffo sia creare una community. Perché e come è possibile crearla intorno ad un’agenzia di onoranze funebri?

Siamo riusciti a creare una community attraverso post ironici, attraverso giochi, condividendo degli ideali, scherzando sulla morte e incontrando davvero i nostri followers, usando il direct marketing per inviare gadget o partecipando a degli eventi come il Gay Pride.

Dal punto di vista di brand awareness direi che avete centrato nel segno. Taffo però è un’impresa locale, precisamente romana. Sono certa che la “materia prima” (passami il termine) non manchi in una città così grande né la reperibilità della stessa possa mancare nei secoli a venire (o.O), ma il bacino di utenza rimane circoscritto. Come si costruisce un’identità national su una realtà local?

In una città così grande c’è anche tanta concorrenza: Roma è la città con il più alto numero di pompe funebri in Italia. Ma TAFFO, grazie alla pubblicità e a molti investimenti, è quella più conosciuta.

Il nome TAFFO grazie al WEB è arrivato anche a Milano, ma non è stata una cosa voluta: è solo una conseguenza naturale del viral marketing.

Dall’online stai aprendo spazi di offline, come nel caso del Gay Pride. Spiegami con parole che non prevedano “brand awareness” come mai state considerando la partecipazione agli eventi, posto che Taffo offre un servizio – ovviamente – one shot.

Io credo che una strategia social debba essere incastrata in una più ampia di cross marketing. Per funzionare deve avere anche un contatto con la realtà: noi parliamo a persone, non a profili Facebook. Con questo voglio dire che è bello avere tanti amici, ma è molto più bello incontrarli.

Dalle dichiarazioni rilasciate si sfiora un +200% di fatturato. Credi in un momento così destabilizzante come la perdita di un caro il fatto di aver riso su un meme ideato da Taffo renda la percezione di minore professionalità dei collaboratori dell’agenzia?

In realtà, su ogni post che pubblichiamo ci sono decine e decine di persone che dichiarano di aver già detto ai loro cari che il loro funerale lo dovrà fare TAFFO… a parte gli scherzi, io non credo che la simpatia sia collegata mentalmente con la poca professionalità, anzi. Il miglior bar della città è sempre quello con il barista sorridente, non è un caso.

L’avete trovato il Social Media Manager che aspettavate a bare aperte? No perché credo che ci mancheresti.

Troppo gentile, in realtà tutti i giorni troviamo messaggi di aspiranti social media manager che propongono le loro idee, e spesso le usiamo citandoli.

Parliamo di KiRweb, la tua agenzia. Il tuo modus operandi è in linea di massima ironico: dal punto di vista della condivisione e passaparola è sicuramente una delle strategie per di successo. Secondo te le aziende si sono accorte di questo o c’è qualcuna ancora restìa a svecchiarsi ed osare?

 Con KiRweb ho sempre cercato di non rispettare le regole della brava web agency:

Insomma, io credo davvero che osare funzioni, ma per osare ci vuole coraggio. Molte aziende se ne sono accorte, ma ancora non hanno trovato il coraggio.

 

 

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