Coni et Amo

Di binari, priorità e anniversari – ep.11

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Martedì, un giorno in cui ancora riecheggiano le nevrosi della settimana appena iniziata, un giorno che sembra distante dal weekend più dei prossimi Mondiali a cui parteciperà l’Italia. RB e RC non sono più molto avezzi all’incontrarsi lungo la lingua di binari che separa Padova da Treviso.

RC: Per una volta che prendo il treno standard, tu non ci sei.

RB (con qualche minuto di ritardo): Ma cosa dici?

RC: Non ti ho visto. E sento la tua mancanza.

RB: Fammi indovinare: sei salito sul treno scorrendo uno dei tuoi tanto amati long-form sul tuo altrettanto amato iPhone, senza manco guardare dove mettevi i piedi.

RC: Eh, e quindi?

RB: Quindi se manco guardi il mondo che ti circonda, come pretendi di vedere me?

RC: Di prima mattina sei più stronzo del solito.

RB: Lo prendo come un complimento.

RC: Ovviamente me la sono presa perché hai offeso i long-form, non l’iPhone.

RB: Non riesco a leggerli manco alle 11, in piena trance professionistica e dopo almeno 3 caffè, figurati alle 7.30 di mattina.

RC: A me invece piace leggerli proprio perché mi velocizzano l’avvio del cervello, le sinapsi iniziano a lavorare da subito.

RB: In questi giorni, mi attivo bestemmiando per questo maledetto freddo.

RC: Sei sempre così esagerato. Vuoi un’altra felpa in più? (con sorriso sarcastico e ammiccante ai numerosi strati di abbigliamento di RB)

RB: Sfotti pure, tanto quello col colera non sono io.

(Il treno arriva a Mestre, e i due si incrociano lungo il binario 4 attivando subito una proficua conversazione fatta di nicotina, monosillabi e cenni vari)

RC: Ti ricordi che appena arrivi la prima cosa a cui ti devi dedicare è il report per *nome cliente grosso*?

RB: Sì, ho già iniziato, devo solo concluderlo.

RC: Magnifico.

(Le sigarette stanno per spegnersi)

RC: Non per assillarti, ma quel report è davvero urgente.

RB: Lo so, ma ancor più urgente è il report per *nome cliente grosso, molto grosso*.

RC: Che palle, quante ore dedichi al giorno solo a quel cliente?

RB: Tutte quelle necessarie per reperire la sconfinata mole di dati che richiedono.

RC: Sei un’automazione vivente!

RB: Business, mio caro. Pensa a quanto brutto sarebbe un mondo senza Excel.

RC: Ma va, sarebbe un mondo più libero, spensierato, scevro da costrizioni, etichette, restrizioni dentro spazi preimpostati. Un mondo dove la creatività, in ogni sua forma, avrebbe campo per libero per espandersi ed evolversi in modo naturale.

RB: Guarda che potevi scegliere anche un modo diverso per dirmi che stai ascoltando “Anarchy for the UK” dei Sex Pistols.

RC: (scoppia in una risata fragorosa)

RB: Parlando di cose divertenti, sai che giorno è oggi?

RC: Martedì.

RB: Intendevo la data.

RC: Il 21 novembre.

RB: E cosa rappresenta questa data?

RC: Boh, è la data di qualche partita importante del nostro passato nerazzurro?

RB: Dovrei controllare, ma non credo.

RC: Allora non saprei.

RB: Oggi sono 2 anni che siamo amici su Facebook.

RC: Coooosaaaa?!

RB: Eh sì amico.

RC: Minchia, “solo” 2 anni?

RB: Già, a me sembra che ci conosciamo almeno da 10.

RC: Seh, magari. Ti immagini che bello sarebbe stato fare il liceo assieme? (occhi a cuore)

RB: Bello ma impossibile.

RC: Perché?

RB: Tu avresti mai fatto lo scientifico?

RC: La matematica mi fa sboccare.

RB: Ecco appunto, e io non avrei mai fatto il classico, indi per cui… (alza mefistofelicamente le sopracciglia a sottolineare l’impossibilità dell’affermazione)

RC: Ma guarda che 2 anni di classico dovrebbero essere obbligatori per tutti, ti insegna le basi per la vita, non è solo versioni di greco.

RB: L’ho letto anch’io il tuo libro, so quanto quell’esperienza ti abbia plasmato, ma stiamo divagando.

RC: E di cosa dovremmo parlare?

RB: Che siamo amici da 2 anni!

RC: Ricordo ancora la prima volta che ci siamo visti… (sguardo sognante)

RB: Anch’io, fuori dal Dipartimento di Management, dopo l’Experience 2015. Tu eri il famoso RC…

RC: Quello famoso eri tu, non sai quanta curiosità avevo nel conoscerti, avevo sentito solo bellissime cose su di te.

RB: Adulatore. Spero di avere confermato almeno la metà di quelle cose.

RC: Le hai confermate, doppiate, esplose. (occhi a cuore)

RB: Questa è una climax.

RC (illuminandosi): Vedi che avresti potuto fare il classico!

RB: Anche allo scientifico si studiano le figure retoriche.

RC: Eh, ma vuoi mettere?

RB: Comunque smettila, valgo la metà di te, come uomo e come professionista.

RC: Tu ti sottovaluti.

RB: E tu anche, vedi perché siamo così affini?

RC: Vuoi che celebriamo questo anniversario con una cena?

RB: No.

RC: Ecco, sei tornato in modalità “stronzo”.

RB: Semplicemente non ho voglia di cenare dove vorresti tu.

RC: Come fai a sapere dove vorrei cenare?

RB: Al Burger King?

RC: Cazzo, mi conosci troppo bene.

Nel frattempo la coincidenza per Treviso era arrivata, e i due hanno concluso questa conversazione davanti a un caffè. Un caffè, la stessa fonte del primo vero incontro tra i due. Ma questa sarà un’altra storia.

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