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Billy Corgan, re nudo a Sexto ‘nplugged

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1500 persone in adorazione di Billy Corgan in versione acustica a Sesto al Reghena, per la prima sera del festival Sexto ‘nplugged. Impressioni personali confermate: bello, ma lo preferisco elettrico!

Billy Corgan a Sexto ‘nplugged

Quello che mi chiedevo lungo la strada verso Sesto al Reghena con Infe era se Billy Corgan fosse un tipo di cantante adatto a un concerto acustico. Per diversi motivi: ce lo vedete un sociopatico come lui da solo sul palco a intrattanere il pubblico? Ma soprattutto, può esibirsi in un live set piano-chitarra-voce un cantante con una voce come la sua?

Che dire… Per quanto riguarda il primo punto di domanda, il palco di Sexto ‘nplugged è riuscito a contenere la personalità di questo personaggio! Billy Corgan ha dimostrato le sue capacità di condurre un one-man-show per 2 ore, senza alcun problema. Talvolta bacchettando il pubblico, giunto a Sesto al Reghena per farsi incantare ma infastidendolo perché, “in quanto italiani, parlate sempre troppo” quando invece lui richiedeva il massimo silenzio. E non posso dargli torto. Mi è tornato in mente un concerto di Lee Konitz di diversi anni fa: il sassofonista aveva chiesto il rispetto del silenzio sia prima di ogni brano che, e ci mancherebbe, durante l’esibizione. Quella volta il pubblico è stato corretto mentre martedì sera un po’ meno, fino al rassegnato e scocciato “non me ne frega più niente” dichiarato prima di mettersi al piano. Ma più che il pubblico adorante a dargli più fastidio devono essere stati le migliaia di moscerini che lgi sorvolavano il cuoio capelluto.
Billy Corgan non si è tirato indietro col suo pubblico: ha parlato, ha scambiato battute, ha mandato a quel paese la gente che non stava zitta. Ha introdotto i brani ammettendo la sua depressione, parlando del periodo nero tra la disintossicazione di Jimmy Chamberlin e la morte della madre, confidando la nascita della seconda figlia 8 mesi fa. Perfino riconoscendo che a parte gli album degli Smashing Pumpkins pochi al mondo hanno comprato gli altri dischi, come quei quattro presenti che hanno avuto l’ardire di acquista Oceania. Si è augurato che il gruppo non si sciolga più – e non è stato l’unico ad augurarselo! A volte è riuscito a essere ironico sia con se stesso, incensandosi perché con le canzoni degli Smashing (e sue) qualcuno nel pubblico avrà dato il primo bacio o perso la verginità, che con il pubblico chiedendogli se a capo del governo c’è ancora quello più impegnato in cene eleganti che in impegni diplomatici o raccontando aneddoti divertenti, come quando in aeroporto lo scambiano per Moby o Michael Stipe.
Non lo vedo bene come cabarettista, abituato come sono a percepirlo come una persona fredda, o timida se non altro poco capace di dare confidenza agli altri. Ma martedì sera a Sexto ‘nplugged sono stato contento di aver incontrato un Billy Corgan diverso da come lo avevo sempre visto.
Il re era solo sul palco e il re era nudo davanti a noi, spogliatosi di tutto quello che aveva, ricordi sentimenti sensazioni pensieri e desideri.

E per la seconda domanda? Avevo già sentito brani come Landslide, Pennies, Disarm e altri su quest0 andazzo particolarmente tristo, suonati solo da Billy Corgan e la sua chitarra. Ma il contesto era del tutto diverso, ovvero una parentesi di un concerto degli Smashing Pumpkins dove la potenza non viene risparmiata. Invece nella piazza dell’Abbazia di Santa Maria in Silvis (fateci un salto a conoscere il borgo di Sesto al Reghena, vi incanterà!) era la prima volta che assistevo a un suo concerto completamente acustico di Billy Corgan, senza altre presenza sul palco. L’unica eccezione è stata Katie Cole, che dopo aver aperto la serata, gli ha fatto da spalla per Buffalo Boy e Dancehall.
Non penso che la voce di Billy Corgan sia molto adatta per un unplugged, come qualce canzone. Today per esempio credo sia nata per essere cantanta a squarciagola con accordi drammaticamente feroci. Mentre mi sono suonati perfetti brani come Thirty Three, Disarm, 1979, Spaceboy. L’interpretazione di Shame è stata da ascoltare tutta in silenzioso rispetto.
Il timbro di voce del leader degli S. P. resta inconfondibile, ridotto all’essenziale in versione acustica senza tirarlo troppo come gli capita in versione elettrica. Ho apprezzato di più il binomio voce-piano rispetto a quello voce-chitarra, a parte qualche già citato caso, ma forse è un inganno delle mie precedenti esperienze che sono in netto contrato con l’acustisco di Sesto al Reghena. Quello che non tradisce Billy Corgan invece è la sua immagine, regale e spettrale al tempo stesso, di nero vestito chitarra compresa, con la sola eccezione della stella bianca, simbolo che non ha mai abbandonato.

Malgrado tutta la sua rabbia, sopita in versione acustica, Billy Corgan riesce ad ammaliare ancora il suo pubblico, composto adesso per lo più da ex-ventenni che hanno superato i primi -anta. Una serata in compagnia dell’idolo dell’adolescenza diversa dal solito, che ci conferma come la musica, comunque e ovunque la si ascolti, è sempre quella magia immortale capace di strapparti emozioni e scoperchiare ricordi.

La scaletta del concerto di Billy Corgan a Sexto ‘nplugged

Anche a Sesto al Reghena Billy Corgan ha confermato i due set. Il primo dedicato alla sua esperienza solista, con i primi 7 brani che il cantante americano ha fatto debuttare dal vivo lo scorso 17 giungo a Glasgow, mentre gli altri derivano da Ogilala, il secondo album solista uscito nel 2017 come William Patrick Corgan (il primo è TheFutureEmbrace del 2005).

Nettamente più coinvolgente la seconda parte, con brani del repertorio degli Smashing Pumpkins, compresi lavori come Machina/The Machines of God ma anche Mary Star of the Sea, album realizzato con gli Zwan.

Set 1
Hard Times
To Scatter One’s Own
Faithless Darling
Apologia (Poppies…Sleep)
Cri De Couer
Buffalo Boy (con Katie Cole)
Dancehall (con Katie Cole)
Aeronaut – Ogilala
Processional – Ogilala
Half-Life of an Autodidact – Ogilala
The Long Goodbye – Ogilala
Mandarynne – Ogilala

Set 2
Wound – Machina/The Machines of God – The Smashing Pumpkins
Thirty-Three – Mellon Collie and the Infinite Sadness – The Smashing Pumpkins
Spaceboy – Siamese Dream – The Smashing Pumpkins
Violet Rays – Oceania – The Smashing Pumpkins
Endless Summer Mary Star of the Sea – Zwan
Wish You Were Here – Pink Floyd cover
Tonight, Tonight – Mellon Collie and the Infinite Sadness – The Smashing Pumpkins
1979 – Mellon Collie and the Infinite Sadness – The Smashing Pumpkins
Shame – Ava Adore – The Smashing Pumpkins
Travels – Shiny And Oh So Bright Vol.1 – The Smashing Pumpkins
Disarm – Siamese Dream – The Smashing Pumpkins

Bis:
Today – Siamese Dream – The Smashing Pumpkins

 

 

 

 

Immagine di copertina: ufficio stampa Sexto ‘nplugged – Davide Carrer

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