Biennale Confindustria PI

Biennale Confindustria PI: l’impresa trasformandosi trasforma la società

0
Like

Il ruolo dell’impresa nel mutato contesto economico-sociale.

La sala è gremita, c’è un clima positivo di attesa. Risuona l’inno di Mameli, Biennale Confindustria, il convegno della Piccola Industria inizia. La parola crisi ormai fa meno paura, i primi che si affacciano dal palco non la nominano nemmeno. Si parla di trasformazione, rinnovamento e crescita. I primi dati di quest’anno dicono che le aziende cominciano a ripartire, la fiducia sta tornando e le imprese iniziano ad assumere, ancora troppo poco, si dirà, rispetto ai 7 anni di oblio e incertezza che hanno minato pesantemente la nostra economia, ma dopo 7 anni di crisi l’impresa torna al centro, diviene l’attore principe di un’Italia che riparte e cambia. La rivoluzione parte dall’interno, per poi coinvolgere i cittadini e le istituzioni. L’impresa pensata da Alberto Baban è un’impresa che si fa portatrice di sviluppo e valori che contagino e creino il “nuovo Rinascimento italiano”.

1 Le lungaggini burocratiche, gli sprechi, la mancanza di concorrenza, la corruzione, sono tutti aspetti della zavorra che il Bel Paese si porta appresso e che le aziende sono costrette a subire. La burocrazia costa almeno un 4% di minore PIL all’anno, l’inadeguatezza delle infrastrutture sottrae il 2% al PIL, i ritardi dell’istruzione il 13% e l’insufficienza della concorrenza l’11%; se infine riducessimo la corruzione al livello della Spagna il PIL potrebbe aumentare dello 0.6%. Il tutto pesa circa 485 miliardi di euro (30% in meno di PIL), vale a dire 19400 euro a famiglia. Di qui la necessità di un nuovo patto tra Stato e cittadini, tra politica ed economia, affinché vengano poste le basi di una Terza Repubblica fondata sull’impresa e sui suoi valori. Baban cita una lettera ricevuta da un imprenditore che pone il seguente quesito: “aspetto il sistema, oppure continuo io a correre?”.

Questo è il dilemma che si pongono ogni giorno molti piccoli imprenditori italiani, aspettare che sia il sistema a cambiare o farsi loro stessi fautori del cambiamento. Ad opinione di chi scrive, gli imprenditori non devono più usare il sistema come una giustificazione, ma devono loro stessi farsi carico della sfida al rinnovamento. I nuovi modelli di business dovranno essere fondati su innovazione, ricerca e sviluppo, ma soprattutto sulla ridefinizione del ruolo dell’individuo all’interno dell’impresa e della società più in generale, ricordandosi che, come evidenziato da Roberto Zuccato, Presidente Confindustria Veneto, “il nostro capitale umano non è secondo a nessuno”.

L’italianità deve essere tradotta in prodotti innovativi, di qualità, e l’impresa dovrà essere brava ad intercettare una domanda di mercato globale non fossilizzata su una convinzione che vede la globalizzazione come un male da estirpare. L’offerta deve essere oramai rivolta a tutto il mondo, senza distinzione tra mercato domestico e mercato esterno, l’internazionalizzazione assurgerà a caratteristica preponderante del nuovo modo di fare impresa.

Internazionalizzazione e crescita, per imprese medio-piccole significa anche “fare rete”, cercare una maggiore collaborazione tra imprese stesse col fine ultimo di emergere sul mercato globale, creando un ecosistema di business singolarmente innovativi e nel loro insieme vincenti. Altre due direttrici lungo le quali l’impresa del futuro dovrà necessariamente muoversi sono la finanza, intesa sia come capacità di usufruire di strumenti finanziari alternativi (ad esempio i minibond) sia come attitudine a rapportarsi con un private equity, e i talenti. Sono infatti internazionalizzazione, innovazione, finanza e talenti i temi fondamentali che hanno scandito l’evolversi di queste due giornate di convegno.

2

Le politiche recenti della BCE, unite alla svalutazione dell’euro e alla diminuzione del prezzo del petrolio, sono variabili macroeconomiche che creano un ambiente favorevole allo sviluppo di nuovi modelli innovativi di fare impresa. Il terreno è quindi fertile per realizzare questa trasformazione e le PMI devono cogliere la situazione come un’opportunità per ristrutturarsi e compiere quel salto necessario per passare dal subire il futuro all’essere resilienti e cambiarlo.

In copertina gli Autori: Claudio Bragato | Riccardo Busin | Giovanni Carrer | Isacco Colussi | Federico Furlan

Vuoi scrivere un commento?
Effettua la registrazione da questo link:

Registrati

MORE FROM UNIVERSITà CA' FOSCARI VENEZIA

ENTRA NELLA COMMUNITY