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Belgio-Italia 0 – 2: le pagelle

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Le pagelle di Belgio – Italia dopo la vittoria per 0 – 2 degli Azzurri di Conte contro la squadra più forte d’Europa (per la FIFA)

Belgio-Italia 0 – 2, e fuori una! L’Italia inizia come non avremmo mai detto Euro2016 in Francia. Non facciamo i soliti che si erpicano sul carro dei vincitori, vorrei vedere le mani alzate di chi aveva pronosticato una vittoria degli Azzurri di Conte contro il Belgio.
Una Nazionale con la carogna addosso, poco tecnica ed imprecisa, agonisticamente rabbiosa, concreta e determinata. Nessun ingegnere e tutti operai. Ovvero, la trasposizione in campo del carattere del suo CT. Ci potrei giocare anche io! Dimostra che il tanto declamato talento in queste competizioni serve a poco.

Si è sofferto ma senza correre pericoli seri. Se stiamo male quando Fellaini tiene palle a 20 metri dalla nostra area di rigore, o smettiamo di guardare le partita di calcio oppure è meglio fare un giro dal cardiologo.
Vittoria che da un sacco di fiducia ma non montiamoci la testa perché abbiamo battuto la seconda squadra più forte del mondo (l’Argentina al momento comanda il FIFA World Ranking), venerdì (il 17, chissà lo sia più per loro che per noi!) ci aspetta quel bell’imbusto di Zlatan Ibrahimovic, non c’è da stare tanto allegrotti.

L’Italia vince e convince, direbbe qualche nobile quotidiano nazionale, sportivo e non. Fa soffrire in rispetto del cliché del calcio italiano. E allora a proposito di cliché, perché non approfittarne per dare i numeri?

Ecco le pagelle della partita, da chi l’ha vista con un occhio tecnico.

BUFFON: nonostante si trovi anche in Nazionale a guardare le spalle (in tutti i sensi che volete) al temibile duo Bonucci&Chiellini, premiata (per cinque anni di fila!) coppia al centro della difesa, il capitano dell’Italia controlla la situazione e se non può farci nulla ci pensano i piedi di Lukaku o il vasto petto di Barzagli che gli fa trovare la palla tra le mani dopo una mischia.
La situazione invece gli scivola totalmente dai guantoni ma per fortuna solo a fine partita e senza conseguenze, quando ha la bella idea di lanciarsi verso la traversa della porta sotto i tifosi italiani. Gigi, non hai più vent’anni e, soprattutto per Ilaria D’Amico, hai un figlio piccolo in casa al quale badare! VOTO 7

BARZAGLI: un bronzo di Riace, soprannome che deriva equamente per la fisicità e per la dinamicità. Non fa né più né meno di quello che il CT Conte gli chiede e cioè di non fare a gara con Bonucci e Chiellini su chi fa più boiate. Barzagli è un giocatore più serio e asceta dei colleghi e sa mantenere il sangue freddo. Sa che a pompare sulla fascia ci sono Candreva dalla sua parte e Darmian e Giaccherini dall’altra così può rimanere pacifico al suo posto. Sbroglia una situazione che poteva diventare drammatica mettendoci il suo torace da provincia. VOTO 6,5

BONUCCI: un difensore centrale atipico, più lucido in fase di impostazione di gioco che non in quella difensiva. Il lancio per Giaccherini scavalca tutta la difesa perché i belgi rimangono sorpresi: credevano che Pirlo avesse capelli e barba più lunghi e che soprattutto fosse rimasto a casa. Poi ha sprazzi di ignoranza e per contratto porta a casa un cartellino giallo e lo stinco di un avversario, arricchendo la sua collezione. VOTO 7,5

CHIELLINI: nonostante l’esperienza sente l’emozione dell’esordio e gestisce i primi palloni come fosse un bambino ai primi calci, sparandoli dove li capita il più forte possibile regalare calci d’angolo al Belgio e facendo indemoniare Buffon. Per amicizia con Conte i suoi errori ricevono solo incoraggiamenti e non minacciosi pugni al vento. Per contratto è il primo azzurro a farsi ammonire. Non riesce davvero a farne a meno! VOTO 6,5

DARMIAN: vivo per miracolo. Il giovane terzino del Manchester United non vanta lo stesso rapporto di Chiellini con Conte che lo avrebbe ingoiato vivo dopo aver regalato palla sulla tre quarti belga lanciando Lukaku in contropiede e verso il pareggio. Per fortuna sua e di tutti noi l’attaccante del Belgio fallisce. Di sicuro in spogliatoio lo avrà aspettato una prova molto più ardua di quella con il rosso De Bruyne, già rivale nei derby di Manchester. VOTO: sopravvissuto!

DE SCIGLIO (dal 58°): sostituisce Darmian e capisce subito cosa non deve fare ed infatti se ne sta al suo posto, anche perché entra nel momento di massima pressione belga e più in su di tanto sulla fascia non può andare. Eroico quando imita una scena di Holly e Benji con una scivolata lunga 2 puntate uscendone indenne. VOTO: 6

CANDREVA: Forrest Gump non sa chi sia. Antonio sulla fascia sale per attaccare e scende per difendere, sapendo che dietro ha Barzagli. Quindi talvolta deve fare per due e lo fa alla grande: offre due ciliegine a Pellé, l’ultima a tempo scaduto e dopo aver macinato decine di chilometri dimostra una lucidità che nemmeno Mastro Lindo saprebbe garantire. VOTO: 7,5

DE ROSSI: l’eterno Capitan Futuro non tradisce. Si piazza in mezzo al campo e svolge il suo sporco lavoro come solo lui sa fare. Duella con Fellaini che lo sovrasta fisicamente, lui sopperisce con ignoranza calcistica a volontà. Ci stiamo ancora chiedendo perché Conte lo abbia sostituito con Thiago Motta. VOTO: 7

THIAGO MOTTA (dal 78°): il numero 10 più insolito della storia della Nazionale si fa vedere quando entra in campo e quando viene ammonito senza un apparente motivo, forse solo perché indossa la maglia azzurra. O forse perché porta il nr. 10. Per il resto, svolge il compito in un momento piuttosto delicato. VOTO: 6

PAROLO: uomo di sostanza e di concretezza. L’idraulico affidabile quando ne hai bisogno, lo chiami nei casi di emergenza e lui risolve i problemi senza affanno. Mette sulla testa di Pellè una palla con scritto “da spingere in porta”, cosa che fa l’attaccante del Southampton, peccato per la prodezza di Courtois. VOTO: 6,5

GIACCHERINI: il voto è conseguenza di due cose difficilissime che riesce a realizzare. Prima controlla un pallone che chiama inconscientemente a Bonucci da 45 metri. Poteva anche fare a meno di segnare, si sarebbe comunque meritato un 8 pieno in pagella solo per il gesto (e l’incoscienza!). Poi verso il 90° per guadagnare tempo finisce per regalare palla agli avversari. In mezzo, tanta corsa da consumare l’erba della fascia. VOTO: 8

EDER: pur essendo più brasiliano di Giaccherini, non riesce a controllare il pallone su un altro lancio telecomandato di Bonucci. Quasi più presente nella retrovie italiane che nel fronte d’attacco, si sacrifica tantissimo per la squadra anche in fase difensiva. Inevitbile lo scoppio dell’embolo per fermare l’ennesimo contropiede belga, occasione che l’arbitro aspettava per sventolargli il cartellino giallo e costringere Conte a mandarlo in camera iperbarica. VOTO: 6

IMMOBILE (dal 75°): entra con lo spirito giusto dello scugnizzo rimasto in panchina a soffrire la pressione belga senza poterci fare qualcosa. E non appena ha la possibilità la sfrutta bene: prima fa fare bella figura a quel lungagnone di Courtois con un tiro potente ma centrale, poi da una sua iniziativa parte l’azione del secondo gol. VOTO: 7

PELLÈ: fino alla marcatura l’Italia tifosa lo voleva fuori dal campo, dopo è diventato l’idolo acclamato. Candreva gli offre due ciliegine. La prima la getta nel cestino di testa a porta semivuota. Con la seconda invece farcisce la torta a tempo scaduto. In mezzo un colpo di testa ravvicinato su un pallone che Parolo gli disegna in fronte, ma Courtois compie la parata della giornata. Fa a sportellate con la difesa belga. Dovrebbe anche far da sponda ai compagni ma con troppa foga così i suoi stop di petto finiscono sempre qualche metro troppo in là. Lo avrei tolto prima per cercare più dinamicità. Ma se Tavecchio non mi a chiamato (nemmeno mi conosce) un motivo ci sarà! VOTO: 7

CONTE: la Nazionale che ha giocato contro il Belgio è la sua Nazionale, così come la Juventus era la sua Juventus. E’ una squadra soprattutto, a sua immagine e somiglianza, niente ciance e primedonne ma tanta grinta, corsa, ignoranza (agonistica) e fame. Per lui il talento non trova spazio se non ha gli stimoli giusti. L’Italia ha lottato, ha ferito, si è difesa bene e poi ha sferrato il colpo di grazia. Zaza esultando al gol di Giaccherini ne approfitta per una piccola vendetta per averlo tenuto in panchina e con un jeb lo sfigura. Conte lo allontana dalla panchina con la scusa di farlo riscaldare ma finiti i cambi lo fa riaccomodare in panca. Farebbe meglio ad aspettarsi un gavettone in settimana.
Forse bisognerebbe badare ad essere più precisi nei passaggi, se vogliamo vivere più sereni. Ma un vecchio saggio diceva che con la siccità va bene anche la tempesta. Ed intanto siamo primi nel girone, con due gol fatti e zero subiti. Quando era successo l’ultima volta? VOTO: 7

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