Cosmofood

Basilico, canditi e sale: le frontiere dello spirito a Cosmofood

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Foto Cosmofood 6

Metti una città da cartolina. Aggiungi una domenica di novembre e un pizzico di nebbia padana. Mescola assieme 300 espositori tra food, beverage e attrezzature da cucina. Cospargi il tutto con la mia (quasi) insaziabile curiosità da gourmet e il cocktail è fatto. Il suo nome è Cosmofood, seconda edizione, servito ghiacciato, come amano gli intenditori, fino a martedì prossimo in quel di Vicenza, (padiglione 7 della Fiera).

Tra i 15 mila metri quadrati di leccornie di ogni genere, dribblando a fatica il tartufo d’alba, allontanando con dolore la cannoleria siciliana e aggirando l’ammaliante canto dei caciocavallo pugliese, il mio personale tom tom del gusto mi ha trascinato dentro l’area Cosmobeer, il micro salone dedicato agli appassionati del luppolo. Qui, evitando assaggi degni di un pub irlandese, si può vivere un’esperienza di degustazione davvero particolare. Ecco quindi in 10 sorsi un viaggio nel piacere senza perdere senno e patente. Il must del 2014 sembra essere la birra aromatizzata: leggera, dolce e profumata. Al netto delle proteste dei duri e puri di stout e ale, a mio avviso è un prodotto piacevole e alternativo. Dedicatele almeno otto sorsi scegliendo quella che fa più al caso vostro.

Arrivano da un piccolo birrificio artigianale di Genova la birra al miele (con aggiunta di mele millefiori della Valle Scrivia), alle castagne (di montagna, a km 0), e al basilico (rigorosamente ligure). Manca purtroppo la birra di rose perché nel 2014 la materia prima ha scarseggiato ma il 2015 – promettono i titolari de “La Superba” – sarà l’anno della birra ai canditi, aroma del futuro.

Ha una piccola aggiunta di sale integrale proveniente dalle antiche saline di Cervia, in Romagna, Salinae, birra ideata da vulcanici romagnoli e commissionata al birrificio “La Cotta” di Pesaro. Per brassare la Salinae sono stati utilizzati solamente malti d’orzo e un’imprecisata quantità di sale dolce di Cervia. Assaggiandola, cercherete il gusto salmastro: evitatevi una fatica e gustatevi la birra. La bottiglia, peraltro, è davvero elegante.

Al radicchio è il più tradizionale, localissimo nettare che viene dal birrificio trevigiano “Nonno Andrea”: naturale, non filtrata, leggermente dolce e ambrata è da anni la regina della sagre di paese dedicate al radicchio. E visto che il periodo è quello giusto, consiglio vivamente quella di San Martino di Scorzè, nel veneziano, dove tutto è a base di radicchio, anche la torta, ottima!

Alle noci, alle erbe e all’uva passa e ginepro, sono le tre ultime nate de “La Montignosina”, birrificio toscano che è entrato nel mercato dello “spirito” solo l’anno scorso ma con un sacco di idee golose. Foto Cosmofood 4Un peccato accessibile, al di sotto dei 7° per intenderci, è il sidro. Molto vintage. Molto Hobbit.

A raccogliere – e vincere – la sfida del rinnovamento di una bevanda un po’ demodè è stata la torinese “Cascina Danesa”, un’azienda agricola che in verità si occupa di raccogliere mele e pere di antiche varietà piemontesi. Dalla fermentazione di questi frutti, oggetto di presidio Slow Food, è nato il Sidro di Pere e il più originale Sidro di Mele Giasà, quest’ultimo ottenuto con una particolare lavorazione a temperature ghiacciate, quasi una replica dell’icewine canadese.

Infine, a cercare di minacciare il regno incontrastato dello Spritz arriva a Cosmofood, direttamente dall’Alto Adige, il grintoso Hugo. Prosecco, sciroppo di sambuco e foglioline di menta già da 15 anni fanno di questo leggero e dolcissimo cocktail l’aperitivo più amato a nord del Veneto. La strada per spodestare dal trono il re degli happy hour è lunga e – a mio avviso – tuttora impercorribile ma il tentativo è fresco, intelligente e profuma di fiori.

Menzione speciale in quanto evento più spiritoso e a gradazione zero della giornata a Luisella Fogo simpatica autrice del libro “Proverbi veneti sull’ua e sul vin”. Menzione ad altissima gradazione invece per Antonio Roberto Bicego dell’Acca demia Birrai artigiani “Dieffe” che ha insegnato al pubblico di Cosmofood ad associare la birra ai formaggi e al cioccolato, sdoganandola dall’ormai sorpassato cliché di migliore amica della pizza.

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