Scienza & Gnorri

Attenti al vulcano

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Buongiorno a tutti e benvenuti a questa nuova puntata di Scienza & Gnorri. Oggi parleremo dei vulcani più pericolosi al mondo, tanto per mantenere alta la nostra dose settimanale di apocalisse.

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Il Vesuvio, situata nel Golfo di Napoli in Italia, deve la a sua pericolosità al numero elevato di persone che vivono nelle sue vicinanze (la zona “rossa” conta circa 600 mila abitanti). Altro fattore di rischio è la sua imprevedibilità. L’eruzione più famosa, quella di Pompei, provocò la morte di due comunità intere ed uccise grazie alle nubi piroclastiche: un solo respiro bruciava all’istante gola e distruggeva i polmoni e le alte temperature facevano evaporare tutta l’acqua nel corpo delle vittime. Una morte rapida e dolorosa.
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Il Monte Fuji, non tra i vulcani più imponenti al mondo, ma la sua vicinanza ad una zona altamente urbanizzata come la città di Tokyo lo rende altamente a rischio: il Fuji è famoso per sputare enormi quantità di cenere e se l’eruzione del 1707 dovesse ripetersi provocherebbe danni per miliardi di euro.
Monte Rainier, Stato di Washington, USA. Come per i due casi precedenti anche questo mostro si trovo fin troppo vicino ad una zona altamente popolata. Il vero pericolo di questo vulcano deriva dalle colate di fango, causate dallo scioglimento dei ghiacciai che la ricoprono: provocherebbero danni ingenti e minaccerebbero la vita di 150 mila abitanti.

La_Palma_LANDSAT-Canary_IslandsCumbre Vieja, Isole Canarie, un vulcano molto attivo, il cui pericolo maggiore deriva dalla vicinanza con il mare: se questo mostro dovesse collassare (evento raro ma non impossibile) provocherebbe un megatsunami nell’atlantico del nord capace di provocare morte e distruzione fino al Regno Unito o al Nordamerica.

UturuncuUturuncu, Bolivia. Sconosciuto ai più, questo vulcano non erutta da 300 mila anni. Recentemente gli scienziati hanno però scoperto che l’Uturuncu si sta gonfiando al ritmo di 1-2 cm all’anno, trasformandolo quindi in un supervulcano: una sua eventuale eruzione provocherebbe conseguenze potenzialmente globali (una esplosione titanica che rilascerebbe enormi quantità di anidride solforosa, creando un velo attorno alla Terra, che schermerebbe i raggi solari), com’è già accaduto in passato. Meglio dunque non svegliare il can che dorme.

Nella prossima puntata analizzeremo le armi di distruzione dei vulcani! Buona lettura e vi aspetto alla prossima puntata di Scienza & Gnorri

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