Daimon

Animali da biblioteca

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E’ strano aspettare il domani sapendo che un posto a cui hai dedicato molto tempo non sarà più centrale per la tua routine. Il canonico anno di servizio civile è terminato e quando tornerò in biblioteca lo farò nelle mie originarie vesti: studente fuoricorso intento nella ricerca di qualcosa da leggere purché non abbia a che fare con gli esami. Privato del mio status, dei miei poteri di vita e di morte sulla cultura, tornerò insomma a far parte di una fauna multiforme di utenti. Come potrei dimenticare gli esemplari conosciuti in quest’ultimo anno…

1. Quello in eterna sessione.

Mi spiace solo che non lo riconoscerei mai in altri contesti. Impossibile sapere che faccia abbia, dal momento che è sempre infilata in un manuale. Forse non ha ancora finito le superiori, ma nel dubbio meglio portarsi avanti. Ha un metabolismo molto accelerato, per via dell’ansia universitaria e di un notevole consumo di caffè, fondamentale per la sua sopravvivenza. Non conosce mezze misure con gli appelli: o tutti o nessuno. Talmente confuso dalle nozioni di Diritto Pubblico su cui si sta affannando da mesi da aver dimenticato un dettaglio: è iscritto a Medicina. Nel dubbio, programma una seconda laurea.

2. Quelli della lista coi libri per l’estate.

Ragazzini delle medie poco attratti dalla lettura. Ancora meno dalla lettura imposta dalla scuola, e per di più in estate. Devo osservare che ce sono (pochi) furbi che si presentavano da me a fine giugno, così potevano scegliere senza problemi qualcosa di snello. Ovviamente guidati dalle mie indicazioni sul numero di pagine. D’altronde l’antico teorema del più pagine=più sbatti è duro da scalfire. Tutti gli altri, invece, li ho visti a inizio settembre. Troppo impegnati a evitare i compiti di matematica. Fatto sta che i libri “facili” della lista erano esauriti. Due soluzioni: disperata ricerca di riassunti o mattoni per loro indigeribili, gli unici disponibili.

3. L’hacker

Portatile, caricatore e wifi gratuito. Questa figura non ha bisogno d’altro per nutrirsi, ecco perché tende ad annidarsi vicino alle prese. Predisposto geneticamente al complottismo, di indole pentastellata, sa che la verità, celata da “Loro”, si trova in Rete. In altre parole, si considera l’ultimo baluardo a difesa della libera informazione, un faro in un mondo di poteri occulti. Sarà, ma tutte le volte che gli ho sbirciato il monitor ho trovato solo carambola, sparatutto e facebook. Non è cattivo in fondo, è solo che esprime così la sua eroica indignazione. Certo avrei preferito beccarlo a violare qualche firewall.

4. Lo scrutatore

Non credi sia quello di cui parlava Calvino. Capace di assentarsi da casa e scuola per settimane intere, con la scusa dello studio, solo per rimirare e magari accostare qualche fanciulla. La biblioteca presenta notevoli vantaggi in tal senso. Niente musica tamarra e assordante, scuse pseudoletterarie per attaccar bottone, distanze più ridotte per via del tono di voce generalmente basso e quindi maggior senso di intimità. Assiduo frequentatore di biblioteche di Lettere, Filosofia e Psicologia. Perché si chiamerà pure umanismo, ma al centro di queste facoltà, più che l’uomo vero e proprio, c’è sempre quella cosa lì…

5. Il cinefilo

Se non prende 40 DVD al mese non è soddisfatto. Spazia dai Vanzina a Lars von Trier con impressionante e terrificante nonchalance. Il suo tempo biologico non basterà per la quantità di filmografia che intende recuperare. Ma non lo sa e la guarda lo stesso, dimenticando di avere una vita da qualche parte. Una vita evidentemente così noiosa che qualsiasi confronto con storie di celluloide sarebbe impietoso. Un po’ come tutti noi quindi, solo che lui ha il coraggio di esibirlo, non si nasconde in casa cercando di colmare quel divario tra realtà e fantasia con Netflix. Non ne ha mai sentito parlare.

6. Il serial killer cordiale

Sguardo vitreo, voce cavernosa, andatura pacata e modi gentili. Avete presente il tizio di cui parlano al TG, che ha squartato il vicino di casa con un cavatappi, l’ha messo in freezer e il vicino dell’altro lato commenta con “Salutava sempre”? Ecco, ogni tanto bazzica la biblioteca. Specialmente le sezioni Thriller e Cucina. Comunque è vero, saluta sempre.

7. La collezionista di rosa.

Tra i 18 e i 75 anni, i suoi sogni erotici variano dal mood “principessina Disney” a casalinga disperata. Rapita da storie di amori intensi, burrascosi, con un uomo affascinante ma tormentato, che lei sa di poter cambiare. Il loro rapporto supera ogni ostacolo poi lui deve andarsene oppure muore e lei si deprime per quasi un intero pomeriggio finché capisce che deve riprendersi la propria vita, mollare il passato e proseguire. Ecco la situazione che pretenderebbe dal proprio fidanzato o marito, già abbastanza provato per la visione di “50 sfumature ecc” in sua compagnia. Se la saga di E. L. James è un vizio a cui ci si può abbandonare ogni tanto, la parola di Sparks è Vangelo.

Mi mancherete tutti, lo so. Forse un giorno ci rincontreremo in un centro di recupero.

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