Scienza & Gnorri

Animali alieni: le conseguenze per gli habitat

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Buongiorno a tutti e benvenuti ad una nuova puntata di Scienza&Gnorri. Oggi continuiamo il nostro filone dedicato agli animali e parleremo di tutte quelle specie considerate come animali alieni, che vengono cioè introdotte in habitat nuovi con conseguenze disastrose. Buona scienza e buona lettura a tutti.

rospo delle canneIl primo caso che sicuramente ci viene alla mente è quello di una razza di rospi, il rospo delle canne, introdotto nel 1935 in Australia: inserito nell’habitat per debellare una invasione di scarafaggi, questa specie provocò danni ingenti all’eco sistema: la loro voracità non riuscì a debellare l’invasione di scarafaggi, ma decimò predatori locali, particolarmente sensibili ad un veleno da loro prodotto. A quanto pare però le specie autoctone si stanno adattando al vorace roso, diventando resistenti alle tossine o imparando a non attaccarli.

Lumaca LupoCosa succede se si introduce un organismo invasore, come la Lumaca Lupo, in un territorio insulare privo di predatori naturali? In alcune isole dell’Oceano Pacifico si è visto ridurre sensibilmente il numero di lumache autoctone, senza però incidere troppo sul numero delle lumache africane per cui erano state importate. Un disastro ecologico che ha distrutto quasi completamente le popolazioni native. Purtroppo la diffusione di questa nuova specie è talmente massiva che risulta impossibile liberarsene.

1024px-Water_hyacinthAnche nel mondo delle piante esistono specie che invadono ambienti mettendo a rischio non solo le altre specie locali ma anche alcune specie ittiche. È questo il caso dei Giacinti d’acqua, una pianta ornamentale, che spostandosi attraverso le rete fluviali, invade un ambiente con ritmi vertiginosi: questa specie forma densi strati che sopraffanno le altre specie vegetali, tolgono ossigeno prezioso alla fauna ittica, ostruiscono canali di irrigazione, riserve d’acqua e bacini idroelettrici. Attualmente sono state introdotte insetti che sembrano aver ridotto sensibilmente il diffondersi dell’invasione.

serpente brunoAltro salto del mare per il serpente bruno arboricolo, nativo dell’Australia, poi emigrato clandestinamente nell’isola di Guam, nel Pacifico, provocando danni ingenti alle specie native di volatili. Arrivato nel nuovo ambiente non ha trovato nessun nemico naturale e ha infine portato 10 specie di uccelli autoctoni all’estinzione. Inoltre si infiltrano nei piloni dell’energia elettrica causando continui blakout, oltre agli evidenti danni d’immagine per il turismo. Attualmente il governo sta tentando di liberarsi da questa invasione usando topi avvelenati morti.

Tutte queste specie le potete ritrovare nella Banca Dari Globali delle Specie Invasive (Global Invasive Species Database). Con questo abbiamo terminato anche questa puntata di Scienza & Gnorri! Alla prossima settimana!

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