Scienza & Gnorri

Amnesia Anterograda – Lo strano caso di H.M.

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Buongiorno a tutti e benvenuti ad una nuova puntata di Scienza & Gnorri. Questo articolo, diversamente dagli articoli precedenti che hanno caratterizzato la rubrica, sarà interamente dedicato ad un personaggio che, grazie/a causa del suo disturbo, è rimasto per molti anni al centro di dibatti – ricerche scientifiche, contribuendo all’avanzamento della medicina. Oggi parleremo quindi di Henry Gustav Molaison. Scoprite chi è continuando a leggere! Buona scienza e buona lettura a tutti

1Chi è Henry Gustav Molaison? Perché è famoso in ambito scientifico?
Nato nel 1926, H.M. – come è stato chiamato per moditivi di privacy, fino alla sua morte avvenuta nel 2008 – soffriva di gravi disturbi della memoria, una forma di amnesia chiamata amnesia anterograda. Di che cosa si tratta? Essa è una grave forma di amnesia in cui colui che ne è affetto ha una capacità fortemente limitate, se non totalmente assenti, di memorizzazione di nuove informazioni. Questa patologia non intacca però le informazioni immagazzinate in precedenza. Immaginate che da oggi in poi voi non siate più in grado di immagazzinare alcun ricordo, cioè immaginate di essere intrappolati in un perenne presente. È questo che H.M. ha dovuto vivere fino alla sua morte.

2Com’è successo? H.M. soffriva sin da giovane di una grave forma di epilessia, farmaco-resistente, che venne trattata nel 1953 con una operazione chirurgica di asportazione di entrambi i lobi frontali. All’epoca le conoscenze mediche della complessità del cervello erano molto limitate e ancora non si conoscevano i meccanismi di immagazzinamento dei ricordi. La grave conseguenza dell’operazione fu la sua successiva incapacità di memorizzare nuove informazioni. Essenzialmente, anche a distanza di anni, la sua memoria era rimasta al 1953. Questo intervento non intaccò invece la sua memoria procedurale, cioè quella memoria che ci permette di acquisire e memorizzare nuove abilità. Poteva imparare nuove competenze, ma non era in grado di ricordare dove e come le aveva imparate.

H.M. è stato uno dei casi clinici più importanti della medicina, in quanto il suo stato ha permesso agli scienziati e medici di studiare il funzionamento della memoria e le conseguenze dei danni celebrali in determinate zone del cervello. Questo grazie alle lesioni circoscritte che rappresentavano il suo problema: l’associazione tra le sue carenze di memoria e la mancanza di zone specifiche del cervello ha portato una svolta epocale alla comprensione delle funzioni mnemoniche del cervello (all’epoca erano sprovvisti di brain imaging). Lo studio del caso di H.M. ha dato uno scossone alle conoscenze sull’organizzazione della memoria umana.

Per tutti coloro che volessero approfondire il caso clinico di H.M. vi consiglio il libro “Prigioniero del Presente”, di Suzanne Corkin, una dei neurologi che ha seguito la storia clinica di Henry e che ha voluto raccogliere in questo libro tutti i risultati di uno studio durato 50 anni.

“È una cosa divertente, semplicemente si vive e si impara. Io vivo, voi imparate” – Henry Gustav Molaison

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