Arte in pillole

Come allenare i nostri sensi: l’esempio del Museo Tattile Omero

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Da un po’ di tempo a questa parte ho come l’impressione che siamo abbandonati alla superficialità delle cose, non abbiamo più la voglia di scoprirle fino in fondo, di incuriosirci, di provarci quanto meno.

Non siamo più abituati all’indagine, ci affidiamo solo se abbiamo delle certezze. Abbiamo cinque sensi e non li usiamo mai tutti, usiamo solo quelli necessari, la “visione” a 360° ci sembra troppo complessa.

È da qualche mese che ho capito una cosa su di me: sono attratta dai difetti. Non sono fatta per la “perfezione”, preferisco quei particolari che all’impatto appaiono fuori posto. E ho capito perché: perché sono le particolarità a rendere la persona unica, a renderla speciale, a renderla curiosa.

Ma come si fa a rilevare questi difetti particolari se ci affidiamo solo ad una parte di noi stessi?
Ho scoperto un metodo per allenarsi a usare tutti i sensi, anche il sesto!
Indagare le opere d’arte può essere d’aiuto: non è un metodo comune, molto spesso si rimane lì davanti impietriti con lo sguardo fisso cercando di capire di cosa si tratta.

Vi propongo un esercizio: la prossima volta, quando vi trovate davanti ad un’opera d’arte attivate tutte le antennine e i sensori del vostro corpo. Coinvolgete il sistema fisico, sensoriale, emotivo, sperimentate, entrate nell’opera, fatela vostra, portatela alla vostra realtà. Questo esercizio stimola il pensiero creativo… e fa bene allo spirito!

Ad Ancona esiste un museo speciale, il Museo Tattile Omero, un museo statale che partecipa alle domeniche al museo (perciò potete avere l’opportunità di visitarlo gratuitamente domenica 05 novembre, essendo la prima del mese).

Già dal nome: “museo tattile”, si capisce che qui l’arte non è solo un oggetto di esposizione, qui entrano in gioco almeno tre sensi per volta.

Istituito nel 1993 dal Comune di Ancona con il contributo della Regione Marche, su ispirazione dell’Unione Italiana Ciechi, la finalità del Museo, è quella di “promuovere la crescita e l’integrazione culturale dei minorati della vista e di diffondere tra essi la conoscenza della realtà“.

Il Museo Omero non è comunque un museo di nicchia, anzi, per come la vedo io è una buona opportunità per tutti, per riscoprire il valore di sensi nascosti o poco attivati. Vuole comunque essere uno spazio culturale piacevole e produttivo per tutti, proponendosi come struttura all’avanguardia dotato di un percorso flessibile che si adatta ad ogni specifica esigenza del visitatore. La collezione è composta da circa 300 opere (tra cui alcune riproduzioni delle più famose sculture dell’arte moderna italiana) disposte in un percorso multisensoriale, con la possibilità perfino di essere guidati alla visita bendati.

Durante le attività educative si impara ad accarezzare le forme della scultura e i volumi dell’architettura, si lavora con l’argilla, le stoffe, carte, punteruoli e tavolette Braille, si ascolta la musica e si fa arte.

Un museo dove l’esperienzialità è centrale, motivo di integrazione e di sperimentazione di una nuova realtà.

 

Immagini dal sito web del MIBACT

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