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“L’Alchimista” di Paulo Coelho

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Questa è la storia di come 184 pagine abbiano cambiato la mia vita.

Non esagero. Sono figlia di un’insegnante mancata: i libri sono sempre stati la mia televisione. Se mi canti la canzoncina di Cristina D’Avena de “i Puffi”, io non so seguirti.

Ho ingurgitato tonnellate di pagine che non ho amato, libri che ho piantato a metà, incubi che ho immaginato, piccoli brividi e opere sadiche di Stephen King che sicuramente hanno segnato la mia percezione dell’animo umano, storie d’amore intrise di miele dalle false speranze realistiche.

E no, non ricordo citazioni di nessun libro. A parte uno.

L’Alchimista, di Paulo Coelho

L-Alchimista-Paulo-CoelhoSantiago è un ragazzino. Santiago è un pastore, per un pessimo modo di definirci con il lavoro che facciamo. Santiago ha delle visioni e vuole credere.

Santiago butta all’aria tutto e vende le sue pecore, per seguire un percorso indicato da pietre.

Possiamo conquistare, insieme al nostro sogno, anche gli insegnamenti che abbiamo appreso durante il nostro cammino verso di lui.

Santiago è un pazzo ma sta cercando il suo tesoro, promesso da un’immagine proiettata dalla sua mente.

 “È il principio che muove tutte le cose,” disse. “Nell’alchimia è chiamato l’Anima del Mondo. Quando desideri con tutto il cuore, sei più vicino all’Anima del Mondo, che è sempre forza positiva.”

Compie un viaggio a piedi nel deserto, partendo con un solo scopo: arrivare alla Meta. Santiago capirà nel corso del libro che la Meta non esiste: esiste solo il cammino per arrivarci.

Il ragazzo cominciò a invidiare la libertà del vento, e avvertì che avrebbe potuto essere come il vento. Niente lo impediva, se non lui stesso.

Santiago capirà di essere sempre stato seduto (letteralmente) sul suo tesoro.  

Tutto quanto accade una volta potrebbe non accadere mai più. Ma tutto quanto accade due volte accadrà certamente una terza

L’Alchimista è un libro che mi è stato imposto di leggere alle medie. Lo lessi e non ci capii nulla.

L’Alchimista è un libro che mi regalarono a 23 anni. Lo lessi e non capii nulla.

L’Alchimista è un libro che mi regalai a 27 anni. Lo lessi. Lo riaprii di nuovo. Lo lessi ancora, lo colorai con i pennarelli, mi arrabbiai, lo buttai e capii.

da passioneletteraria.wordpress.com

da passioneletteraria.wordpress.com

Da quel giorno, io seguo i segnali. Io mi sforzo di sentire l’Anima del Mondo, cerco di non avere una Meta e godermi il viaggio. Io provo a non aver paura di fallire e convertire ogni plot twist in un insegnamento, in una prova dell’esistenza dell’alchimia.

 

Io sono sicura di essere seduta sulla mia fortuna.

Tu sei seduto sulla tua fortuna.

 

 

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