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A volte hai solo bisogno che qualcuno ti dica “Stai Tranquillo, andrà tutto bene”

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La positività d’animo non è cosa da tutti. Viviamo in una società dove l’oblio non si nasconde dietro l’angolo, ma si mostra dinanzi con fare spocchioso e alle volte sboccato. Giovani in preda alle crisi di alcol, spossati e disorientati. Genitori che per curare i loro errori comprano cerotti da bambini colorati. Una società dove il bene si confonde col tempo e il tempo vive di vita propria. Il bello è dettato da una sorta di contagiosi likes, più likes più è bello. Più vendi, più vali. Più hai, più sei.

(Una società dove il mio blog è considerato un enorme cazzata, ma io continuo imperterrita a sbattere la testa. Vedo la montagna, è già un bel segno.)

Si respira male, il diaframma è schiacciato, il trucco non basta, il letto è scomodo. Peggior cosa è sentirsi imprigionati in un’ondata di gente che spinge, spinge, spinge e se ti fermi cadi, vieni calpestato, nessuno ti caga.

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Sono continuamente perseguitata da una sorta di contraddizione interna che mi ha contraddistinto sino ad oggi. Mi muovo abbastanza barcollante ma diciamo intraprendente, in un mondo che è la comunicazione web che è in continuo movimento, non permette di sbagliare, chi sbaglia cade (vedi sopra). Un mondo che è lo specchio di una faccia superficiale. Un mondo un po’ così che oggi è così domani chi cazzo lo sa. Un mondo che da soddisfazioni fino a lì, ma che poi tanto in realtà non cambia nulla.

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Poi dall’altra parte c’è un lato umano, sensibile, più sensibile che umano, che si nutre di momenti, di psiche, movimento naturale, alla ricerca di un benessere costante, capace in parte di trasmettere positività, di essere contagiato da un bene che non è veloce, ma ben radicato.

Due universi paralleli che sono riuscita a governare fisicamente, ma mai, mai e mai ci riuscirò, mentalmente. (Ma questo è più un problema mio che vostro! Sono certa che in cima a quella montagna vi è la risposta, e quando vi arriverò sarete di certo i secondi ad essere informati.)

Per proseguire e governare (in parte) l’ansia inevitabile, mi sono servita di un appiglio, un compagno, un fido istruttore, che è il respiro.

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A volte si ha bisogno di sentirsi dire “Stai Tranquillo, andrà tutto bene”; poi invece in realtà per tutte le volte bisogna partire da se stessi.

“Stai calma, respira, respira, respira”

Il metabolizzare la paura di un qualcosa è la parte più difficile della paura di un qualcosa. Ma quando si arriva ad una certa consapevolezza di se, anche nel peggior incubo possiamo arrivare da soli a trovare quali sono le vie d’uscita più vicine, o ancor meglio scovare le redini per governare il male e condurlo verso il buon bene.

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La libertà di riuscire a ‘metabolizzare’ è un processo molto lungo. Prima di tutto bisogna essere consapevoli dei propri limiti, dei propri punti deboli e delle proprie forze. Poi bisogna imparare ad apprezzarsi, a vivere nel pieno del proprio Io, nella consapevolezza che è bene essere se stessi e non lo specchio di nessuno.

Una volta trovato questo delicato equilibrio, allora si è in grado di utilizzare nel miglior modo possibile lo strumento più naturale che l’uomo ha a disposizione.

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