Texas Stripes

A Texas Thanksgiving

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Dio mi salvi dal Ringraziamento. In questi giorni mi sto facendo una cultura (eccessiva, secondo i miei nervi) su cosa rappresenta Thanksgiving in Texas. Come il Natale in Italia, qua si comincia con larghissimo anticipo a prepararsi per la seconda festa più importante dell’anno (la prima è il 4 luglio, Indipendence Day): il Giorno del Ringraziamento

Avete presente tutto quello che in Italia abbiamo assorbito, per anni, sull’argomento, da divulgatori scientifici della caratura di Happy Days, Beverly Hills, CSI o Big Bang Theory? Ecco. Moltiplicatelo per 2 e avrete ottenuto l’ossessione media di un texano per il Ringraziamento. Siccome è impossibile evitare notizie o bombardamenti commerciali sull’evento, riassumo qui nelle mie Stripes gli elementi più “texani” che qui a Houston spacciano per “thanksgiving DOC”.

Cominciamo con la Storia. Apparentemente gli Americani hanno sbagliato da sempre. Il primo giorno del ringraziamento non risale ai padri pellegrini del New England. Eccimancherebbe. Secondo alcuni Sudisti – sì negli Stati Uniti, come in Italia vige ancora la non detta separazione tra Nord e Sud della Confederazione – il primo thanksgiving è stato celebrato in Texas. Quando gli Stati Uniti non erano che un evanescente embrione nella mente dei padri fondatori, il Texas cominciava i festeggiamenti in quel di San Elizario (una piccola comunità vicino ad El Paso) nel 1598, cioè ben 23 anni prima degli eredi della Mayflower. Secondo le leggende, lo Stato della stella solitaria celebrava la sua peculiare storia servendo grandi classici della tavola texana. A partire dal tacchino, rigorosamente fritto perchè, siamo onesti, tutto è meglio se fritto. Specialmente in America. 

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Continuiamo con la cucina. I soliti beninformati affermano che, per il 2014, la versione texana del giorno del ringraziamento può rinunciare al dessert nazionale americano: la torta di mele. Per svecchiare il menù meglio riconvertirsi verso qualcosa a base di zucca, zenzero e pecan, le noci texane, i cui alberi ricoprono mezzo Stato fin dalla Preistoria. Non solo. Look out. Nonostante la portata classica del giorno del ringraziamento sia “il ripieno” – qualsiasi sia l’elemento che voi vogliate usare per riempire il tacchino – i texani sembrano essere più propensi al condimento. Perché nulla su una tavola del Sud può essere inghiottita senza una salsa. Di certo ogni famiglia ha la propria ricetta segreta: dai più famosi chef texani il consiglio è comunque di non omettere mai ingredienti come jalapeno, cilantro e farina di mais. In questi giorni anche Martha Stewart, dalle pagine delle riviste on line, dal suo Sito personale, dalla TV e da ogni media possibile ed immaginabile, sta divulgando ricette a manetta per un Giorno del Ringraziamento più speciale degli altri. Ieri leggevo sul Chronicle di Houston questo menù: antipasto di fagiolini verdi con poblano; tacchino sale e pepe con lavanda; tarte-tatine al pecan con sciroppo di zucchero; torta rustica speziata alla zucca con panna montata al bourbon.  Il tutto accompagnato da un bicchiere (sarà meglio anche 3, per digerire, va’) di Porto texano.

Finiamo con lo shopping. Fidatevi della zia, qui, che vi scrive. Il Giorno del Ringraziamento è amato in quanto è la quiete prima della tempesta. E’ la vigilia della manna dal cielo. Il prodromo della goduria consumistica. Pur non essendo una festa ufficiale, il giorno dopo Thanksgiving, scatta il Black Friday, l’inizio ufficiale del tradizionale shopping natalizio. Gli sconti sono assoluti, folli e totali. Non potete capire. Invidiatemi e basta.

p.s. se vi state ancora chiedendo chi è Marta Stewart siete creature normali. E’ praticamente il mix a Stelle&Strisce di Antonella Clerici, Licia Colò e Paola Marella. Ecco, su questo non è invece il caso che mi invidiate.

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