Fuori dal cinema

5 serie TV che ho scoperto grazie a Sky – #MDay16

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Quando il 31 luglio 2003 Sky arrivò in Italia, all’inizio credevo che fossero i canali sportivi quelli su cui avrei speso più tempo. Arrivavo da Tele+, e ogni weekend avevo appuntamento fisso con le partite della Premier League e dell’Inter. Questo però prima di aver scoperto i canali FOX (eccolo là un altro ospite dell’evento #MDay16): Fox TV, Fox Life e Fox Crime furono il mio primo aggancio a quella che poi negli anni successivi (ma lo è ancora adesso) divenne una vera e propria MANIA.

Sì, parlo delle serie TV ovviamente. Altrimenti non si sarebbe spiegato il mio amore per Netflix e per Sky Online, giusto? E nemmeno tutte le ore passate a vederle: secondo il famoso sito Tiiime, che calcola tutto il tempo che una persona ha sprecato (macché, noi binge-watchers diciamo investito) a guardare le serie TV, io ci ho speso diversi mesi di vita. Non mi chiedo nemmeno cos’altro avrei potuto fare, perché mi piace così: ammetto la mia dipendenza, le ore della notte è meglio passarle a guardare telefilm che ormai sono diventate opere cinematografiche piuttosto che rimanere insonni.

E dopodomani potremo sentire un manager di Sky Italia al MARKETERs Day 2016 – Beyond Entertainment. Quante cose vorremmo chiedergli?! Seguite il nostro live tweeting su @gush_mag con hashtag #MDay16, e ne leggerete delle belle.

Intanto, ecco 5 serie TV che io ho scoperto grazie a Sky: ne avete altre? Siete liberi di inviare il vostro contributo sul social magazine dedicato a MARKETERs, oppure di commentare qui sotto o sui social!

#1 Friends

Friends

Ok, Friends è una sit-com del 1994 (durata dieci stagioni, fino al 2004), ma che in Italia è stata trasmessa prima da Rai 3 e poi da Rai 2 a partire dal 1997. Ogni tanto capitava di sbirciare qualche pezzo di puntata, ma niente come la programmazione massiva di Fox TV, che a partire dalla fine dell’estate del 2003 iniziò a trasmettere più volte al giorno gli episodi delle prime stagioni, che avevano già quel senso vintage degli anni ’90 che adesso va tanto di moda. Finalmente le vite dei sei del West Village di Manhattan, New York, potevano entrare nella nostra vita, ed essere i nostri amici, e le avventure di Ross e Rachel, Chandler e Monica, Joey e Phoebe erano il miglior modo per staccare da una giornata difficile e farsi due risate.

La cosa bella di Sky: permetteva di guardare gli episodi in lingua originale sottotitolati, e li ringrazio per avermi permesso di imparare definitivamente l’inglese in un modo nuovo, esentandomi dalla lettura di noiosi classici della letteratura inglese come Geoffrey Chaucer.

#2 Lost

Lost: Jack's EyeLost è semplicemente la prima serie tv con una qualità davvero cinematografica. Intrecci narrativi che toccano il presente sull’isola, i flashback dei personaggi dispersi e poi anche dei flashforward. La prima stagione parte un po’ a rilento, e ci si mette un po’ per capire se ci può tenere incollati allo schermo o meno. Ma dal finale della prima stagione in poi posso dire con certezza che ho capito cosa vuol dire soffrire: cos’è quella botola?! Avrei dovuto aspettare un altro anno per scoprirlo.

i numeri di Lost

E poi i numeri 4, 8, 15, 16, 23, 42: che cosa significano? Per un po’ sappiamo che ogni 108 minuti qualcuno dei sopravvissuti deve premere un bottone per evitare chissà che cosa, però poi facciamo più di qualche collegamento, e quei numeri potrebbero essere dei codici per i personaggi prescelti a sostituire Jacob come guardiani dell’isola, oppure potrebbero essere i coefficienti dell’equazione che prevede l’estinzione dell’umanità. Quando poi scopriamo che Hurley vince la lotteria giocando esattamente questi numeri, andiamo tutti via di testa.

E poi arriva la fine, che forse è l’inizio. Tutto è diventato così confuso che persino i creatori di Lost hanno ammesso che alcuni episodi erano “al confine con la stronzata”, ma a noi Lost è solo servito per rompere il ghiaccio e orientarci verso serie TV ancora più belle.

#3 House of Cards

house of cards frank underwoodFrank Underwood: ci ha fatto capire cosa significa davvero la politica. Intrighi e giochi di potere. Sono più importanti i soldi, il potere o la posizione? Ma ce lo chiediamo, anche? Per Frank Underwood tutto ciò che importa è il potere, e pur di conquistarlo è disposto a fare tutto (e lo sappiamo bene).

La popolarità di questa serie è andata oltre il normale perché Kevin Spacey è un attore da cinema, e la storia cattura bene i gusti di una particolare nicchia di binge-watchers, quelli che amano i thriller ma allo stesso tempo anche i drama ben orchestrati. Ma soprattutto adoriamo le sue citazioni e le sue prese di posizione, il suo parlare oltre lo schermo che ci fa entrare direttamente nei palazzi di potere.

#4 Game of Thrones

game-thronesAmmetto di esserci arrivato un po’ (forse troppo) in ritardo, ma grazie a Sky Online (vedi l’immagine di copertina) mi sono potuto rimettere in pari in poche settimane (anche se il disponibile fino al 14/06 mi metteva un po’ di ansia, e io e la mia ragazza abbiamo dovuto fare maratone notturne che è meglio non raccontare né al mio datore di lavoro né al mio relatore). In più il mio amico Davide si divertiva a spoilerarmi cos’era successo in Game of Thrones prima della sesta stagione, quindi mezza storia in realtà la sapevo già.

Che dire? Non mi sono mai piaciuti i fantasy, ma adesso posso dire che Game of Thrones è forse una delle mie serie TV preferite (se la gioca alla pari con Breaking Bad e Mad Men, grandi assenti in Sky, e Lost). Questo perché Game of Thrones è studiato, in realtà, per piacere anche a chi non piace il fantasy (dico sempre che è più simile a House of Cards che al Signore degli Anelli), e infatti draghi ed Estranei rimangono sullo sfondo, perché i protagonisti sono le casate, le città da conquistare, i movimenti e gli intrighi politici di Tyrion, Cersei e Jamie Lannister, di Jon Snow e Sansa Stark, di Daenerys Targaryen e del suo esercito di immacolati e secondi figli che da Esteros vuole tornare a conquistare il trono di spade ad Approdo del Re. Mancano due puntate alla fine della sesta stagione, e sebbene le ultime due puntate siano state un po’ povere di colpi di scena o grandi combattimenti, ci aspettiamo un finale esplosivo.

#5 Vinyl

vinylSarà l’assonanza tra il mio nome e quello del protagonista, Richie Finestra, sarà la bellezza di Devon, interpretata di Olivia Wilde, sarà che prima d’ora nessun’altra serie TV ci ha fatto scoprire il dietro le quinte di una casa discografica in un momento di tempesta culturale e musicale così forte come è quello dell’inizio degli anni ’70, o sarà semplicemente la colonna sonora, piena di hard rock e rock classico, che mi ha fatto piacere subito Vinyl, una delle ultime uscite di Sky Atlantic provenienti dall’emittente americana HBO (la stessa di Game of Thrones, per capirci).

Ma Vinyl è anche la storia di un uomo, che non sa accettare i compromessi con il grande potere delle lobby discografiche e radiofoniche, e in qualche modo vuole rivoluzionare la musica. Perché lui è entrato in questo settore con la fiamma ardente del blues rock, e i punkettari Nasty Bits potrebbero essere la novità destinata a cambiare il decennio.

Sky, grazie di avermi cambiato la vita e scoprire una passione (o una droga, dipende dai punti di vista!): ci vediamo venerdì al MARKETERs Day!

marketers day 2016 beyond entertainment

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