Il lato giusto della vita

A 22 anni non si è pronti per l’amore

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Si è pronti per l’amore a 22 anni?
Sempre più spesso leggo di articoli dove viene esaltata l’importanza di “sapersi vivere bastandosi”, oppure di “anteporre la propria personale felicità” a tutto il resto.
Va bene, avete ragione, non dico di no.
E’ importantissimo sapersi coltivare, nel vero senso della parola: ascoltarsi, comprendere le proprie attitudini, capire cosa ci piace veramente, cosa può dare valore alla nostra vita riempiendola in modo positivo e facendoci crescere.
Però, come accade in questo articolo di Huffingtonpost, che come sempre riesce a bucare lo schermo e a fare breccia nel poco tempo a disposizione degli internauti, secondo me manca qualcosa.

E’ tutto giusto: sei una ragazza (immaginaria) di 22 anni, sei nel fiore dell’età, puoi permetterti tutto e il contrario di tutto.
Probabilmente ancora non hai problemi grossi di cellulite, avantreno e retrotreno risultano esteticamente gradevoli, hai tante energie da spendere, sei nel pieno dei tuoi (grandissimi) progetti che ti porteranno verso la via della realizzazione personale.

Dritta alla soddisfazione, al ritorno economico e professionale, alla nobilitazione suprema che deriva dal lavoro(?).
Non c’è nulla di esecrabile in questo ragionamento, siamo d’accordo.
C’è un “però” che ti balla in testa, cara ragazza.
Ed è grosso come una Spada di Damocle, pronta ad affettare le tue certezze senza darti scampo.
Questa spada è rappresentata dall’imprevisto, che nel tuo caso ha un nome: Amore.

E l’imprevisto, è ciò che non può essere calcolato, qualcosa verso il quale non siamo mai pronti, non possiamo esserlo, altrimenti gli daremmo un altro nome.
Invece è li, in agguato.
L’imprevisto, l’incalcolabile, la variabile pronta a far saltare in aria tutto il tuo bellissimo e studiato castello di carta.
E se un giorno ti accorgessi che la tua felicità è stupenda, ma può esser ancora più piacevole se vissuta con qualcun altro?
Se dovessi trovare più interesse nel condividere il tuo tempo con una persona, piuttosto che con te stessa, da sola?
E se, Dio non voglia, dovessi addirittura arrivare a fare quello che altri tuoi temerari colleghi e colleghe illustri hanno già fatto?
Se arrivassi persino a modificare i tuoi piani, per qualcun altro?
Insomma, se dovessi realizzare che innamorarsi non ha nulla a che vedere con il controllo?
E quindi è forse una tra le massime espressioni della fluidità della vita, dico io.
Cosa succederebbe alle tue certezze?
Come gestiresti il tuo bel castello di carta?
E cose ne faremmo di questo bellissimo autoproclamo, questa dichiarazione d’indipendenza degli stati uniti di te stessa?
La vita è imprevedibile“, mia cara ragazza, è improvvisazione.
Aggiungi questa frase con un post-it, sotto la tua carta costituzionale.
Potrebbe esserti utile, un domani.

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