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12. WANNABE: ELEONORA AGOSTINI

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Ancora una volta andiamo a scovare i luoghi dell’assenza, che con scrupolo ci lasciano indizi di un passaggio, di una storia sottaciuta, mimetizzata dietro le tende. Il tempo nella sua negazione si intreccia in una narrazione fotografica. In questo modo Eleonora Agostini, giovane fotografa italiana, , racconta i suoi scatti.
Si chiamano Holes e Somethings is Missing, le raccolte di fotografie che ha realizzato fra l’Italia e l’America. Appassionata di fotografia dall’età di 15 anni, Eleonora ha frequentato lo IED e Milano e nel 2012 ha vinto una borsa di studio presso la School of Visual Arts a New York. Dopo gli studi ha intrapreso uno stage a Los Angeles presso la fotografa Malerie Marder per poi tornare a New York come assistente di Renato D’Agostin.
A Manhattan, all’interno di un hotel, muove i primi passi Holes. La documentazione di stanze appena lasciate dai clienti o appartamenti in disuso, dialogano fra l’abbandono e l’attesa di una nuova venuta. In un’estasi atemporale le figure osservano l’obbiettivo senza rivelarsi, distogliendo lo sguardo, lasciando porte aperte, letti sfatti. In un’immobilità totale, la disarmante incursione in un microcosmo saturo di sentenziosità alterate, spogliate e disarmate.

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Sbarca in America proprio come Fievel nel Far West e viene subito travolta da avventure rocambolesche, faccia a faccia con la contraddittorietà della società americana. Passa dall’essere accusata di offendere il Paese per aver adoperato la bandiera americana nel modo sbagliato, all’essere derubata della caparra e costretta a fuggire dal suo coinquilino. Dopo l’indigestione di crackers alla “pizza”, e la stalkerata di un rapper della zona, decide di andare con l’amico Frankie in Arizona. Una terra amabile e generosa con i suoi ospiti, sempre deliziata nel vedere sparatorie nel deserto con inseguimenti annessi. “Mi piace pensare di essere riuscita a sopravvivere ad un attacco da parte del cartello messicano, ma magari era solo un Redneck impazzito alla ricerca di qualcosa da fare durante il giorno del Ringraziamento”.
Proprio a Los Angeles inizia la serie Somethings is Missing, in qualche modo il seguito di Holes. Eleonora viene sedotta dai malinconici hotel di Hollywood, dei quali documenta anche gli esterni per cogliere la transizione

e l’effimero dopo ogni passaggio. “Ho ricominciato a camminare per strada, a studiare i visi delle persone e a fermarli per un ritratto”.

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È affascinata dal concetto americano di “wandering”, il girovagare alla ricerca di qualcosa, che diviene cardine fondamentale di questo progetto. Un reportage che ha accompagnato i mesi fuori casa e non si è ancora concluso, rivelando la sua deambulazione, della sua ricerca. Il cerchio rimane aperto con questa serie di foto che trova sempre nuova ispirazione nei viaggi, nei volti e nelle circostanze.
L’esperienza americana l’ha di sicuro forgiata personalmente e professionalmente. Eleonora ha imparato ad organizzare il suo lavoro, ha conosciuto Philip Lorca di Corcia e ha capito molto su ciò che circonda il mondo delle gallerie, dei collezionisti e della fotografia in generale. Qui si concludono le prime avventure di Eleonora Agostini, intrise di momenti bizzarri e slanci creativi che materializzano una determinata estetica. Attendiamo con ansia le prossime.

Eleonora Agostini, sito web:  http://www.eleonoraagostini.com/wordpress/

tumbrl: http://eleonoraagostinisdiary.tumblr.com/

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Sofia Tieppo

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