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1000 modi per morire in massa: Sopravvivenza

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4234322921_8be7cb49ed_oBuongiorno a tutti e benvenuti nuovamente a Scienza e Gnorri. Continuiamo oggi a parlare della fine del mondo, anche se affronteremo come sopravvivere alle possibili cause di apocalisse viste nella precedente puntata. Buona lettura!

1. Cambiamenti climatici globali catastrofici. Probabilità di 100 a 1.
Il problema principale in questo caso sarebbe la ricerca disperata di nuovi territori intatti e risorse (con conseguente scoppio di guerre e migrazioni). Perché quindi non accaparrarsi in anticipo dei pezzi di terra lontano dalle grandi città e costruire una abitazione in luogo sopraelevato? (Niente di più semplice no?!). Fare scorta in anticipo dei beni di prima necessità risulterebbe molto utili.

Hirtshals_DK_2005_by_tsca_022. Caduta di un asteroide. Probabilità di 50 a 1.
In caso di impatto imminente tenere sotto controllo Twitter! Le notizie di questi tempi volano alla velocità della luce! Conoscendo in anticipo il luogo d’impatto ci si potrebbe spostare per tempo oppure cercare un rifugio (grotta o rifugio anti atomico che sia), con abbastanza provviste fino al dissipamento delle nubi di cenere. Sappiamo comunque che gli scienziati tengono sotto controllo tutti i corpi celesti che girovagano nello spazio, dovremmo quindi essere in grado di sapere in largo anticipo di un eventuale collisione di asteroide e magari “speronarlo” per fargli cambiare la traiettoria.

3. Cataclisma nucleare. Probabilità di 20 a 1.
Il consiglio in questo caso è semplice: più lontano sei meglio è. Allontanarsi il più possibile dal luogo della detonazione ed evitare il più possibile l’esposizione alle radiazioni (evitare cibi e bevande contaminate). In realtà noi esseri umani siamo già in grado di sopportare piccoli dosi di radiazioni derivate dal cosmo, da rocce e cibo. Niente mutazioni all’orizzonte quindi!

Swine_Flu_Masked_Train_Passengers_in_Mexico_City4. Virus letali. Probabilità di 16 a 1. Lavarsi le mani.
Un consiglio spesso sottovalutato ma che potrebbe allontanare il pericolo di infezioni di alcuni virus come per esempio l’influenza (spesso sottovalutata ma in grado di provocare danni ingenti). Il secondo metodo è la quarantena, valida però solo per casi di malattie il cui contagio corrisponde alla comparsa dei sintomi (una persona malata di HIV ad esempio può contagiare anche dieci anni prima di ammalarsi. Il terzo metodo è scappare e nascondersi lontano dal punto 0, ma non servirà a lungo (questo a causa della globalizzazione, che permette il collegamento di paesi molto distanti). Bisogna quindi confidare nella rapidità degli scienziati nel trovare la cura.

Alla prossima puntata con Scienza e Gnorri!

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