Quando vivi a Mosca ma dici Aò!

Сладкий Ноябрь : Il dolce Novembre a Mosca.

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La durata dell’autunno a Mosca è inversamente proporzionale al tuo perenne bisogno di dormire ancora un po’.
Svegliarsi, aprire le tende e sperare.
Sperare che ci sia il sole.

Inizia a nascondersi, come se avesse un posto migliore dove andare, forse ce l’ha.
E tu devi restare ed attendere.
Presto la coperta bianca ruberà agli alberi gli ultimi ghingheri dorati, lasciandoli completamente svestiti.

Giallo.

Ma non saranno gli unici.
Ad essere sinceri, anche tu non ne uscirai completamente illeso.
Qualche ammaccatura qua e là, per iniziare a ricordare l’anno passato, lasciar entrare i rimpianti, i sogni scritti in minuscolo per poi essere bruciati.
Tra poco tutto cambierà, esattamente come un anno fa, così mi dicevo.
Sorrido.
A Mosca il cambiamento quasi non spaventa più.

Quel momento di transizione che si fa chiamare Novembre..

Puoi inzuppare tutte le ansie nel caffè caldo e lasciare che cambi il ritmo del tuo battito.

O bagnare i pensieri, assieme alle labbra, con la fantastica bevanda dal nome Gluhwein.
La cannella stringe l’arancia, che abbraccia la mela, che, a sua volta, si tuffa nel vino bollente.
Un vero e prorio bacio con la lingua alla francesce. ( devi leggerlo con la «r» moscia, sennò non vale!)

Arancione.

Lasciar entrare il caldo per salvarsi, chiudere a chiave, stringersi.

Negli ultimi giorni Mosca mi è sembrata sempre meno piena, meno rapida e ripida, meno.
Quasi gli abitanti fossero pronti a mettere tutto in standby.

Sempre più panchine vuote, sempre più tavoli pieni.
Darsi degli appuntamenti prima, per la paura del dopo.
Riabituare gli occhi al buio.

Quasi il ritornello della canzone preferita : continui a scorrere indietro, per risentirlo, ancora, fino a stancarsi.
Rimandare indietro pur di non mandare avanti.

Rosso.

Il dolce novembre.

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

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